Le perdite del Goldoni Bertini svela i conti
«Servono risposte concrete entro luglio, ma l’impegno di Cosimi ci rassicura Il patrimonio è il nostro peccato originale, la Provincia se ne accorse nel 2004...»
LIVORNO. Marco Bertini, direttore della Fondazione Goldoni. In commissione cultura l’assessore Tredici ha lanciato l’allarme sulla situazione finanziaria del teatro: il vostro portafoglio è davvero così compromesso?
L’allarme di Tredici è stato intelligente oltreché serio. Se non ci fosse stata la presa di coscienza dell’assessore, della giunta, di Nebbiai, che la Fondazione rischiava grosso, potevano esserci problemi. Ma ci risulta che il socio fondatore, cioè il Comune, sta lavorando per risolvere i problemi.
L’assessore ha detto che si tratta di un intervento da fare “ieri”, per sottolineare la gravità del momento e l’urgenza di una soluzione. Quanto ossigeno avete ancora?
Fino al 31 luglio siamo in grado di rispettare le nostre scadenze.
E’ una dead line oltre la quale i creditori potrebbero temere di non riscuotere ciò che gli spetta?
Guardi, non è solo un problema di borsellino. Diciamo che se non vengono risolte le questioni finanziarie ci resta difficile anche pensare al secondo semestre del 2013.
Ma è un rischio concreto?
Se non abbiamo risposte certe entro fine mese è un problema. Il 16 luglio però è prevista l’approvazione del bilancio. Noi siamo sereni e ci conforta il fatto che il sindaco, che è presidente della Fondazione, si sia impegnato in prima persona proprio attraverso l’assessore Tredici. Non vedo perché dovremmo dubitare di un impegno così chiaro.
Ma l’assessore Nebbiai, a proposito dei problemi finanziari, in un virgolettato al Tirreno ha affermato che “la situazione è difficilissima” e che “non è possibile che le tensioni si scarichino solo sul Comune”.
Ho letto, ma a noi ha detto cose diverse.
Cioè?
Che sta lavorando per risolvere il problema. Chi ne ha titolo, insomma, si è impegnato a garantire sia l’aspetto economico che quello finanziario. Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.
E’ un contromessaggio a Nebbiai?
L’assessore al bilancio si è sempre dimostrato molto sensibile e attento alle nostre questioni. E si è dimostrato disponibile ad accompagnarci in un progetto di rientro di fund raising. Senza considerare che a marzo ha elogiato il nostro bilancio per chiarezza e trasparenza, chiedendo a tutte le partecipate di farlo allo stesso modo. Un giudizio confortato negli anni dai revisori contabili.
Ma un conto è la forma, uno la sostanza di quel bilancio...
Una parentesi sulla forma vorrei farla, perché è anche sostanza: abbiamo scelto - e non ne eravamo costretti - di formulare il bilancio secondo le direttive Cee normalmente usate nelle società di capitale, il che garantisce trasparenza e chiarezza. E ogni anno lo trasmettiamo a Comune e Provincia perché lo pubblichino sui loro siti mettendolo a disposizione di tutti. Ci sono partecipate che il bilancio non lo rendono così noto e disponibile.
Detto della forma, resta la sostanza, cioè i numeri: tra cui spiccano anche quei 680mila euro di perdite accumulate che vi hanno portato ad erodere il patrimonio...
Nella documentazione consegnata il 13 marzo in Comune era evidente che accanto alle perdite dei bilanci precedenti si evidenziava quella relativa al 2012 determinata da un taglio intervenuto sostanzialmente a fine 2012 da Comune e Provincia, accompagnato dal dimagrimento della compagine dei soci.
La responsabilità insomma è principalmente del Comune e dei suoi tagli...
I 100mila euro tagliati il 5 dicembre hanno di fatto rappresentato la negatività del patrimonio, che altrimenti sarebbe ancora positivo.
Ma non era il caso di lanciare un allarme un po’ più forte prima di arrivare per la prima volta nella storia con un patrimonio sotto zero?
Le problematicità legate alla situazione patrimoniale le sottolineiamo da anni. La Fondazione Goldoni nasce con un peccato originale di un fondo di dotazione di 500mila euro. E la questione è talmente lampante che addirittura nel 2004 la Provincia aveva deciso il conferimento di immobili alla Fondazione ammettendo già all’epoca che il patrimonio era insufficiente. Chiaramente quei conferimenti non sono mai arrivati.
Le perdite tuttavia sono iniziate nel 2008: prima 243mila euro, poi 360mila, fino ad arrivare al totale di 680mila attuale. Non era il caso di intervenire in questi anni per ripianare, magari utilizzando una parte degli stanziamenti che avete ricevuto per l’attività?
No. Non possiamo fare un’operazione del genere con le risorse correnti, altrimenti dovremmo dire: teniamo chiuso il teatro per un anno. E’ concettualmente sbagliato: abbiamo quei soldi per gestire le attività, mentre quelli per il patrimonio devono avere una radice diversa, stanziati dai soci per ricostruire il fondo. E il Comune di Livorno lo sa talmente bene che nel 2010 aveva scelto una strada del genere, appostando nel bilancio preventivo 100mila euro. Una previsione poi venuta meno per ragioni che non ci competono ma certamente oggettive.
Ma adesso come se ne esce?
Mi risulta che sul piano del bilancio torneremo al milione e mezzo storico e che per il 2014 sia stato affermato perentoriamente che non si scenderà oltre il milione e 300mila euro sotto il quale il teatro entrerebbe davvero in fibrillazione. E poi, come noto, sono in corso a livello istituzionale contatti perché si riconosca al Goldoni la capacità formativa che ha, con i suoi 435 allievi, i 2500 studenti spettatori, i 1500 studenti che partecipano ai corsi, il teatro degli invisibili, in modo da valorizzare questi progetti che facciamo da anni.
Non era il caso di provare ad avere prima finanziamenti provinciali e regionali per la formazione?
No, dobbiamo esser convinti di ciò che facciamo. Ci sono corsi che non danno esiti, mentre dei nostri ora siamo sicuri di esiti certi e dignitosi.
Torniamo all’attualità e ipotizziamo che oltre all’emendamento al bilancio, venga sistemata la situazione finanziaria con un nuovo mutuo e col conferimento della palazzina uffici e che dunque le casse tornino a respirare. C’è però da ripensare il futuro di questa struttura. Con l’ulteriore taglio alle risorse, a cosa dovrà rinunciare il Goldoni?
Nel 2005 il Comune ci dava due milioni di euro, nel 2014 ne darà uno e 300mila. Siamo già allenati ad ottimizzare le risorse, sappiamo come agire. Nel 2012 siamo riusciti a risparmiare 230mila euro rispetto all’anno precedente. Ad una cosa non rinunceremo: la qualità. Per questo potremmo esser costretti a diminuire gli eventi. Quest’anno abbiamo vinto l’Oscar della lirica, premio Abbiati 2013 con l’Opera Studio insieme ai teatri di Pisa e Lucca. Ecco, vogliamo continuare a essere quelli dell’Oscar».
@giucorsi
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