La protesta
Nei conti anche 2.5 milioni di debiti
Oggi la giunta porterà a 1.5 milioni lo stanziamento 2013, ma resta il problema del buco da 680mila euro e della liquidità
LIVORNO. Nel balletto del Goldoni i numeri sbucano da dietro le quinte quando meno te lo aspetti e non vanno per niente al tempo con le dichiarazioni. Due giorni fa i 680mila euro di perdite accumulate negli anni, che hanno dato esaurimento alla liquidità e al patrimonio lasciando con l’acqua alla gola la Fondazione. Ora i debiti: due milioni e 400mila euro verso banche e fornitori. Non è una novità, a leggere i vecchi bilanci: nel 2011 i debiti erano due milioni e 316mila euro, nel 2010 due milioni e 304mila e nel 2009 addirittura due e 542mila euro. Siamo in linea.
La novità però è che per la prima volta in maniera seria, banche e fornitori rischiano di non riscuotere i loro crediti. E se vogliamo, l’altra novità, o se preferite la notizia, è che un bilancio del genere - che a quanto dice oggi l’assessore alla cultura Mario Tredici, era in patimento da cinque anni - era stato più volte dipinto con toni entusiastici dalla giunta e della Fondazione. Sentite lo stesso Tredici, il 15 ottobre 2011: «La Fondazione Goldoni non ha mai fatto il passo più lungo della gamba». E un anno dopo, il 29 luglio 2012: «Il teatro Goldoni quest’anno ha chiuso il bilancio in pareggio, addirittura con un po' di utile, mettendo in cartellone spettacoli di livello, a un costo fra i più contenuti rispetto ad altre realtà. Questo è il segno che le cose funzionano». E poi Marco Bertini, il 14 marzo 2013, prima occasione in cui si è parlato ufficialmente di una perdita di 200mila euro: «L'attuale congiuntura economica rende necessari interventi privati, ma il nostro attento business plan soddisfa il rischio d'impresa degli investitori».
Difficile immaginare davanti a parole di questo tipo, due milioni e mezzo di debiti che si rinnovano da anni (senza mai ridursi) e 680mila euro di perdite accumulate anno dopo anno (senza mai essere ripianate). E invece così e mai come in questo caso i numeri smentiscono le parole.
Il debito della Fondazione - va detto - è a fronte di un milione e mezzo di crediti, molti dei quali stanno ritardando. E’ anche per questo che serve urgentemente cash. E dev’essere per questo - probabilmente - che la tensione ieri mattina nella commissione bilancio era altissima.
«Questa storia del Goldoni è cominciata male e sta continuando malissimo», ha ripetuto più volte l’assessore alle finanze Valter Nebbiai durante un’assemblea faticosa, che per un’ora e mezzo si è scontrata sull’ordine del giorno Lamberti, che la commissione cultura due giorni fa aveva approvato all’unanimità e che impegnava la giunta a predisporre un emendamento al bilancio per salvare la stagione del Goldoni. Alla fine nell’idea comune che sia impensabile una chiusura del Goldoni che rappresenta una delle ricchezze della città, stamani la giunta discuterà l’emendamento e alla fine lo predisporrà stanziando i 60mila euro che porteranno i contributi di piazza civica a un milione e mezzo per il 2013 e che permetteranno al teatro - secondo quanto detto dall’assessore Tredici - di aprire anche nel mese di dicembre.
Il problema tuttavia - e Nebbiai l’ha detto chiaramente all’inizio della commissione - è la situazione finanziaria. «I 60mila euro si trovano, per i 680mila la questione è molto più complicata». Poi, contattato nel pomeriggio dal Tirreno, Nebbiai è stato ancora più chiaro: «La situazione è difficilissima anche perché l’unico ente che paga puntualmente è il Comune di Livorno, mentre Regione e Stato traseriscono risorse in ritardo e non è possibile che tutte le tensioni si scarichino solo sul Comune». Un modo elegante per dire che l’amministrazione ha già fatto la sua parte?
@giucorsi
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