Gioco
L’addio di Sonia Filippi al fratello malato
LIVORNO. La perdita di una persona cara è sempre un evento doloroso, talvolta devastante. Tanto più se chi ci ha lasciato era ancora nel pieno dei suoi anni e poteva avere ancora tanta vita davanti....
LIVORNO. La perdita di una persona cara è sempre un evento doloroso, talvolta devastante. Tanto più se chi ci ha lasciato era ancora nel pieno dei suoi anni e poteva avere ancora tanta vita davanti. Ed oltre tutto se ciò è avvenuto dopo un calvario, durante il quale abbiamo visto questa persona, di natura vigorosa e vivace, divenire sempre più fragile, debilitata dalla malattia ed ormai rassegnata all’esito di una sentenza senza appello. È una vicenda che innumerevoli volte hanno purtroppo vissuto parenti, familiari ed amici.
Una vicenda che la livornese Sonia Filippi col suo libro “Come una Fenice” ha voluto fissare sulla carta dopo la prematura scomparsa di suo fratello Roberto. Appena pubblicato da Debatte Editore il libro inizia rievocando alcuni momenti vita familiare: quando, ad esempio, negli anni '70, l’autrice riusciva ad intrufolarsi alla feste in casa a cui era invitato il suo amato “fratellone”.
Qualche mese fa la vita di Roberto conosce un’improvvisa svolta con la scoperta di un tumore: la terapia sembra avere successo, ma dopo l’esultanza iniziale, passate poche settimane, ulteriori analisi gettano di nuovo tutti nello sconforto. Viene ripresa la chemio finché al sesto ciclo il medico oncologo annuncia a Roberto che la terapia è sospesa perché ormai inutile e continuarla “sarebbe uno spreco”. Emerge inoltre la domanda se si debba, sin dall'inizio, dire la verità al paziente oncologico sebbene i familiari si oppongano. È il 12 dicembre ed a casa di Roberto si scartano i regali: il Natale ormai è troppo lontano.
Roberto Riu
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