Il Tirreno

Livorno

«È di Matteo il corpo trovato in mare»

di Federico Lazzotti
«È di Matteo il corpo trovato in mare»

Svolta nelle indagini dei carabinieri: costume e pantaloni sono gli stessi che il trentenne indossava il giorno della tragedia

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LIVORNO. È di Matteo Maestri, il trentenne inghiottito dalle onde lungo la scogliera del Romito il 27 agosto 2011, il corpo affiorato mercoledì sulla spiaggia dei Tre Ponti. Ne sono (quasi) sicuri i carabinieri che stanno conducendo le indagini sul macabro ritrovamento.

A dare una svolta all’inchiesta gli unici due indizi nelle mani degli inquirenti: il costume da bagno e i pantaloncini che sono stati recuperati assieme al cadavere.

La descrizione e la marca dei due indumenti, infatti, corrisponderebbe a quelli che indossava il trentenne originario di Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, quando venne inghiottito da un’onda nella zona delle Vaschine.

Ieri lo hanno ripetuto agli investigatori gli amici dell’uomo impegnato nel sociale che il giorno della tragedia erano assieme al trentenne e lo hanno visto per l’ultima volta, prima che scomparisse in mezzo alla mareggiata.

Adesso saranno gli esami di laboratorio a dover dare l’ultima conferma a questa ipotesi che i militari definiscono, in ogni caso, «concreta».

Ecco perché nei prossimi giorni ai genitori di Matteo sarà chiesto un campione di dna che verrà poi comparato con quello del cadavere.

Il pubblico ministero Giuseppe Rizzo che conduce le indagini, prima dell’ultima svolta arrivata nella tarda serata di ieri, aveva già affidato a un medico legale l’incarico di effettuare i test di laboratorio. A sua volta, quest’ultimo, ha chiesto la collaborazione di una antropologa forense. Per questo i resti del corpo in avanzato stato di decomposizione sono stati trasferiti all’istituto di medicina legale di Pisa per l’esame autoptico.

Inizialmente, infatti, erano tre i nomi di persone scomparse sulle quelli gli investigatori stavano lavorando. «Per prima cosa - spiegano dalla Procura - abbiamo escluso che si trattasse di un omicidio ma, come sembra, di un incidente o di un suicidio». Poi c’era lo stato di decomposizione che ha suggerito che la morte dovesse essere avvenuta almeno un anno fa.

Ecco perché nella lista dei possibili nomi, già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento, erano rimaste tre persone. Oltre a Matteo Maestri, infatti, gli inquirenti avevano pensato a Michel Thomas, 68, lo skipper francese inghiottito dalle onde davanti alle secche di Vada il 19 aprile 2012 mentre stava risalendo la costa a bordo di una barca a vela in compagnia di otto studenti. Ma anche ad Antimo Mormile, 22 anni, originario di Altopascio e disperso dal 16 dicembre scorso quando la macchina del padre sulla quale viaggiava venne abbandonata lungo il Romito, mentre i suoi vestisti furono trovati appoggiati vicino alla scogliera che si affaccia sulla cala del Leone.

Adesso le indagini hanno preso una direzione precisa, ma anche le altre piste - assicurano gli investigatori - non saranno abbandonate, in attesa che i test di laboratorio diano l’ultima certezza dando così un nome a quel corpo e un po’ di serenità ad una delle famiglie che da mesi aspetta di poter dare una degna sepoltura al proprio caro.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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