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Livorno

Via Palestro sbarrata ma nessuno sapeva nulla

Via Palestro sbarrata ma nessuno sapeva nulla

Residenti e commercianti si svegliano e trovano la strada chiusa e ingabbiata «Il giorno prima avevano messo solo due cartelli di divieto di sosta»

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LIVORNO. Si sono risvegliati lunedì e credevano di essere in una scena di Amici Miei, gli abitanti e i commercianti di via Palestro. Ma anziché il conte Mascetti con la livella e il goniometro e Gastone Moschin che misura la pendenza della torre di Pisa e dà l’allarme di “crollo imminente”, l’altra mattina si sono affacciati alla finestra e hanno trovato metà della loro strada chiusa, completamente off limits da un enorme sbarramento che impediva il passaggio del traffico, nel tratto che va da piazza Due Giugno fino all'incrocio con via Garibaldi.

Quasi 100 metri di asfalto invasi da transenne, reti metalliche, mezzi pesanti e cartelli che intimano agli automobilisti di cambiare strada a causa di un complesso intervento alla conduttura sotto l'asfalto per conto di Asa.

E subito dopo lo sconcerto, è intervenuta la rabbia. Fin dalle prime ore del giorno i disagi sono stati enormi. In primis per la circolazione: i mezzi, giunti in prossimità dell'incrocio con l’Iti da un lato, e da piazza Due Giugno dall'altro, si sono imbattuti nelle transenne, dovendo così "inventarsi" improbabili percorsi alternativi per raggiungere le proprie destinazioni. Facili da immaginare anche gli inconvenienti per gli abitanti, che dovranno convivere con i lavori per oltre un mese.

A rischiare un duro contraccolpo economico sono però i gestori delle attività che si affacciano su via Palestro. Per loro, oltre al danno di vedere i propri locali inglobati dal cantiere, c'è stata anche la beffa del mancato preavviso.

A dar voce alla protesta è Domenico "Mimmo" De Quattro, titolare del negozio di frutta e verdura: «Sabato scorso - racconta - sono comparsi due cartelli di divieto di sosta, con l'avviso di non meglio specificati lavori. Nessuno si immaginava che l'intervento sarebbe stato di simili dimensioni».

Insomma, gli esercenti si aspettavano la classica bitumazione di una buca, e invece da ieri sono costretti a fare i conti con il maxi-cantiere e il divieto di transito in entrambe le direzioni. Cosa che esclude dalla circolazione stradale circa una trentina di attività commerciali. «Ciò che più ci lascia amareggiati - conferma Alessandro Marceddu, proprietario dell'officina - è l'assoluta mancanza di avvisi. Questa mattina (lunedì, ndc) nessuno sapeva niente. Persino gli autisti degli autobus sono stati costretti a manovre impossibili, perché evidentemente non erano stati avvisati della strada chiusa».

A complicare la situazione ci sono anche altri aspetti. Su tutti la durata dei lavori, che dovrebbero protrarsi per almeno 40 giorni. Oltre un mese di tempo durante il quale ci saranno anche forti ripercussioni sul traffico dell'intera area circostante. Inoltre, per tutta la giornata di lunedì e anche di ieri, si è assistito al fatto che alcuni ciclisti e scooteristi, a bordo dei loro mezzi hanno ovviato al divieto di transito proseguendo sui marciapiedi, rischiando in più occasioni di investire i clienti che uscivano dalle attività commerciali.

«Siamo davanti a un atto di forza dei responsabili dei lavori - aggiunge De Quattro - Avevamo il diritto di essere avvisati per tempo, così ci saremmo organizzati. Invece da un giorno all'altro ci hanno ingabbiato, e così sarà per quasi tutta l'estate. Rischiamo di vedere messe in ginocchio le nostre attività».

Giorgio Carlini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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