Il Tirreno

Livorno

Le precauzioni da seguire dopo il rogo

Le precauzioni da seguire dopo il rogo

Prelievi dell’Arpat, poi l’ ordinanza del sindaco: lavare frutta e verdura degli orti vicini, non usare l’acqua di pozzi e fossi

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Vietato mangiare ortaggi e frutta degli orti vicini senza averli prima lavati; non bere né utilizzare acqua di pozzo o raccolta con cisterne, non somministrare prodotti alimentari e acqua agli animali. Divieti validi da Ponte Ugione, passando per Vallin Buio fino alla Cigna. Sono alcune delle prescrizioni contenute nell’ordinanza emanata ieri pomeriggio dal sindaco Alessandro Cosimi. Un documento che contiene le precauzioni da adottare nell’area interessata dalle possibili ricadute dell’incendio, scoppiato lunedì sera nel deposito in via dell’Ecologia 18. È bruciata prevalentemente plastica e quindi sono state sprigionate nell’aria sostanze nocive.

L’area interessata dai divieti. La decisione è stata presa dal primo cittadino dopo che Arpat e Asl hanno indicato l’area a rischio, individuata grazie all’analisi della zona dell’incendio, dei venti e del meteo. La regione interessata dall’ordinanza si estende per circa 1,25 chilometri intorno all’azienda Galletti, da dove sono partite le fiamme. La zona va dal Ponte dell’Ugione fino quasi alla Cigna (ad est di via dell’Artigianato). Qui Arpat e Asl faranno i campionamenti per testare la qualità dell’acqua e del suolo.

Cosa non fare. Ecco nel dettaglio le misure da adottare: lavare accuratamente tutti i prodotti dell’orto della zona (insalate, pomodori e così via) e la frutta (è meglio sbucciarla). Evitare di dare fieno o altri prodotti vegetali raccolti e coltivati nella zona agli animali presenti nella zona, destinati a fornire alimenti come carne, latte e uova. Inoltre, è opportuno non utilizzare acque dei fossi o di raccolta per il lavaggio, l’irrigazione e l’abbeverata degli animali o per lavare prodotti dell’orto. L’ordinanza resterà in vigore finché i risultati dei campionamenti daranno esito favorevole e quindi ne permetteranno la revoca. «Si tratta di un provvedimento che interessa una modesta porzione del nostro territorio - spiega il responsabile dell’ufficio Strategie ambientali del Comune, Leonardo Gonnelli - a nord della città, a vocazione industriale e produttiva e in cui non si rileva una forte densità abitativa».

L’indagine: area sequestrata. Intanto prosegue l’indagine dei carabinieri, che da ieri mattina sono scesi in campo con il Nucleo operativo ecologico. L’elicottero dell’Arma ha sorvolato la zona a caccia di indizi importanti alle indagini. Inoltre, i militari hanno effettuato un’ispezione sul sito e fatto rilievi tecnici e fotografici. L’obiettivo è capire se sia possibile che ci sia stata un’autocombustione dei materiali stoccati oppure se ci sia stato un intervento esterno doloso, come sospettano i proprietari della ditta Galletti. L’area intanto è sotto sequestro della Procura: nei prossimi giorni saranno fatti tutti i prelievi. L’inchiesta è seguita dal pm Giuseppe Rizzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore