Il Tirreno

Livorno

Il titolare dell’azienda accusa «È doloso, faremo denuncia»

di Lara Loreti
Il titolare dell’azienda accusa «È doloso, faremo denuncia»

Parla Gianluca Galletti: «La ditta era chiusa da due ore e dentro non c’era nessuno di noi Vogliamo vederci chiaro, ma continuiamo a lavorare». I carabinieri hanno sequestrato l’area

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LIVORNO. «Questo incendio è doloso, faremo denuncia. La plastica non brucia da sola e noi vogliamo andare fino in fondo per capire cosa sia realmente successo. Lo stabilimento era chiuso da due ore e non c’era nessuno di noi all’interno: era presente solo il guardiano, che abita qui con la sua famiglia e che di certo non ha interesse a rischiare che gli crolli la casa».

A parlare è Gianluca Galletti, che insieme al padre Giulio gestisce la ditta omonima di trasporti e stoccaggio di rifiuti, in via dell’Ecologia. La famiglia Galletti, originaria di Rosignano dove gestisce un’azienda di inerti, martedì è stata informata tempestivamente del grosso incendio che ha coinvolto la ditta. Da allora, Gianluca non è mai andato via dal sito di via dell’Ecologia: «Abbiamo passato qui la notte, è stata molto dura. Sono bruciate credo più o meno una cinquantina di tonnellate di rifiuti. Ogni giorno da questa area movimentiamo circa 10mila chili».

La ditta, attiva a Livorno dagli anni 80, prende i rifiuti da vari stabilimenti, mettendo a disposizione mezzi propri, e poi li porta nel deposito di via dell’Ecologia. Lì, come spiega Galletti, avviene una selezione dei materiali: carta, cartone e legno (riciclabili) vengono divisi da plastiche e altri materiali che invece vengono ridotti in film e poi stoccati nel piazzale accanto ai capannoni dell’azienda, in attesa di essere portati via in altri siti di recupero. «Il rogo ha preso origine da queste balle di plastiche che si trovano all’esterno dei capannoni. Si tratta di materiale che di certo non prende fuoco con un cerino. Le fiamme hanno coinvolto anche la facciata di uno dei nostri capannoni. E questo per noi è il vero danno: per il resto non abbiamo subìto alcuna penalizzazione economica. E questo mi fa riflettere: non capisco il senso di bruciare film di plastica. Io ci vedo la mano esterna di qualcuno. Ma sarà il lavoro della magistratura ad accertare i fatti».

Una pista, quella del dolo, che viene seguita anche dagli investigatori dei carabinieri, guidati dal pm Giuseppe Rizzo. Due giorni prima del rogo alla Galletti, in zona Pian di Rota e Vallin Buio era stato visto un piromane nei boschi. Era domenica e nel giro di mezza giornata ci sono stati vari focolai proprio intorno al Cisternino. Non è escluso che i due fatti siano legati. Tuttavia, per ora i carabinieri non escludono neanche la pista dell’autocombustione. Accertamenti del Noe sono in corso.

Intanto la ditta, nonostante i sigilli apposti dai carabinieri nel piazzale e nel capannone danneggiato, prosegue il suo lavoro quotidiano. «L’azienda continua ad essere operativa - dice Gianluca Galletti - Noi abbiamo 5 dipendenti che continuano a lavorare. Come per tutti questo è un momento di crisi per l’azienda, ma non molliamo».

La società Galletti Service in tutto ha una trentina di dipendenti: nata nel 1945 a Rosignano, dagli anni '80 è sbarcata in città, prima all’interporto Vespucci e poi in via dell’Ecologia.

S’è concluso ieri pomeriggio il lavoro dei pompieri: le fiamme sono state spente l’altra notte, ma la bonifica e lo smassamento sono proseguiti anche ieri in giornata: persiste infatti il rischio che il fuoco covi sotto i rifiuti e riprenda ad ardere. Usato centinaia di metri cubi d’acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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