Italia
Palio, il Venezia vola Fa il trittico della storia
In cantina anche il drappo. Secondo il Benci di Pirro: rissa sfiorata sugli spalti Borgo (5o) annuncia ricorso per la distanza tra le boe. Remo nero al Labrone
LIVORNO. Una parola: trittico. Anzi due: trittico e triennale. Il cavallino rosso del Venezia prende tutto. Ieri pomeriggio, davanti allo scacchiere della Terrazza Mascagni, il dieci allenato da Fabrizio Pedani ha conquistato la 76ª edizione del Palio marinaro. Non solo: dopo la vittoria nella Risi’atori e nella Coppa Barontini, si è portato in cantina un trittico storico che lo ha fatto schizzare in cima alla classifica dei trittici del Palio: è il terzo, dopo quelli del 1988 e del 2010.
In cantina i rossobianchi si sono portati, da regolamento, anche il drappo di Pampana (ora il Comune dovrà commissionarne uno nuovo), visto che hanno vinto la terza manifestazione da quando è stato realizzato.
Non si era mai visto: prima dello sparo di inizio, la cantina presieduta da Gigi Suardi e dal vice Emiliano Fanelli ha fatto volare sul campo di regata un aereo con la scritta rossa: “Venezia boia de”. Per intimidire gli avversari? Per dire che “siamo sicuri di vincere?”. Si dice che la pensata sia di un cantiniere doc, Luciano detto “Tru Tru”, che alla fine ha avuto ragione.
Certo la mossa è stata azzardata, perché se anche il Venezia è partito davanti e ci è rimasto per 2mila metri, l’Ovosodo di Pirro Stefanini non ha mai mollato e ha dato ai rossobianchi un bel filo da torcere. Proprio Stefanini alla fine, davanti al bancone della giuria, ha sfiorato la rissa con alcuni dirigenti del Venezia: qualche spintone che al Palio non si vedeva da un po’, poi la tensione è rientrata. «Ci credevamo – dice subito dopo – in sette giorni abbiamo messo in piedi un equipaggio nuovo, con l’innesto di vogatori come Melosi e Biagi. Ma alla fine l’allenamento dei veneziani ha pagato».
I giallobianchi hanno inseguito i rossi boa dopo boa, ma nella volata finale il cavallino ha ingranato la marcia. Bella gara del Salviano timonato da Gigliucci, che all’ultima boa ha mollato il terzo posto a un entusiasmante Livorno sud. O meglio Ardenza, Quercianella, Montenero e Antignano, come ricorda sempre il presidente Emilio Braccini.
All’Ardenza ieri sera è stata festa grande, per la vittoria del remo d’oro tra le gozzette e per un terzo posto da ricordare nella gara a dieci. Il remo nero, decorato dallo scultore Paolo Grigò per l’ultimo equipaggio classificato (visto che da quest’anno non esiste più la retrocessione) è andato al Labrone, la sezione nautica che riunisce i quartieri a nord della città. I tempi: Venezia (9’ 58” 97), Ovosodo (10’ 03” 70), Livorno sud (10’ 11” 09), Salviano (10’ 17” 56), Borgo (10’ 19” 76), San Jacopo (10’ 21” 73), Pontino (10’ 40” 35), Labrone (10’ 44” 50).
Deludono Pontino e Borgo. Ma i bianconeri annunciano ricorso. Già prima dello sparo di inizio il presidente del Borgo (partito in boa 8, in mare aperto) aveva chiesto al comitato organizzatore di sospendere la gara e verificare la distanza tra le boe. «Le nostre due boe – sostiene Massimo Donati – erano più distanti tra loro rispetto alle altre, abbiamo calcolato almeno 10-13 metri di remate in più». «Presenteremo un ricorso ufficiale – annuncia – firmato anche dalle altre sezioni nautiche».
Di certo non dal Venezia, che ieri sera ha dato il via ai festeggiamenti nella cantina che si affaccia sul fosso reale, tra piazza del Luogo Pio e la Fortezza vecchia. Padre Lorenzo, che tra una settimana lascerà il rione (sarà trasferito a Roma dopo trent’anni) ha fatto suonare a più non posso, come da tradizione, le campane di San Ferdinando. I vogatori hanno sfilato sui fossi, tra clacson e fumogeni, stringendo il drappo. Poi la cena. «Eravamo fiduciosi di fare una bella annata – fa il modesto Suardi – i risultati ci hanno confortato. Onore al Benci che ha fatto un garone. E grazie all’allenatore e a questo gruppo, dove giovani ed esperti hanno saputo darsi il cambio gara dopo gara». «Un gruppo – gli fa eco l’ingegnere Gianni Voliani, 31 anni, secondo remo di destra, alla sua ultima gara – che si allena unito dal 2009 e che è la vera marcia in più di questo Venezia».
A bordo: Moneta (timoniere), Mannucci, Baldacci, Voliani, Meoni, Ferretti, Del Bimbo, Giuliani, Novelli, Pedani, Ferroni.
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