Proteste
Notte rosa, crisi nera: non è più Romagna mia
Due milioni di presenze per l’evento della Riviera, poi però tutti a casa Turisti in calo e prezzi all’osso. L’unica cosa che tira sa di Toscana: le colline
INVIATO A RIMINI. La Notte è rosa, ma la Riviera è ancora al verde. Non basta un weekend di follie (limitate) con 2 milioni di presenze (stime ufficiali) a riportare Rimini & C. ai fasti degli anni Ottanta quando fu ribattezzata il Divertimentificio d’Italia. Un milione di piadine vendute, 400mila turisti in hotel (ma venerdì c’erano camere libere), le tv di Pechino e dell’India arrivano dopo un giugno disastroso con tanto di inchiesta della Procura sulle fogne che scaricano direttamente nell’Adriatico.
Il Centro per l’impiego di Rimini denuncia un calo del 30% delle assunzioni stagionali. E la disoccupazione non può essere mitigata dalle 1500 assunzioni a chiamata che hotel e ristoranti hanno fatto per quello che è stato ribattezzato il Capodanno della Riviera. C’era euforia ieri a Rimini, soprattutto fra le istituzioni che parlano di un fatturato di 100 milioni di euro per una notte, quella di venerdì. Ma gli operatori non sembrano così sicuri.
«Quando dicono che siamo la capitale del turismo mi viene da ridere» dichiara Vincenzo Leardini, imprenditore di Riccione con interessi negli hotel, nei bagni e nella ristorazione. «Vent’anni fa – è la sua analisi alla Voce della Romagna, quotidiano locale – era sufficiente la pacca sulla spalla e il sorriso, la tagliatella e la piadina. Ora non più». Le sue parole d’ordine sono «cortesia, prodotto, servizio». Soprattutto «dobbiamo sempre stupire il cliente». Che è uno bello slogan, ma ormai – dati alla mano – un terzo dei clienti della Riviera adriatica è compreso nella fascia fra 41 e 64 anni. E il 35% proviene da un raggio di 200 km. Poco da stupire.
«Gli italiani stanno soffrendo la crisi e quindi noi soffriamo come loro – dichiara Patrizia Rinaldis, presidente degli hotel riminesi - ma i problemi della nostra riviera sono quelli del turismo italiano. Che continua a portare soldi, ma anche a non essere considerato dalla politica». Rinaldis guida un’associazione che è una sorta di corazzata. A Rimini ci sono 990 alberghi tradizionali più un centinaio di Rta (residenze alberghiere). In totale fanno 100mila posti letto. L’intera Versilia viaggia sotto i 400 hotel e da Viareggio e Forte dei Marmi i posti letto sono meno di 18mila.
Dimensioni diverse, anche per valutare il diverso impatto di una Notte rosa. La festa romagnola si svolge su un territorio omogeneo per natura e servizio: hotel e spiaggia di sabbia. Stop. Mentre in Toscana in 100 chilometri si passa da Forte dei Marmi a Tirrenia, da Castiglioncello a Bolgheri. Dalla sabbia allo scoglio, dalle ville di Moratti ai campeggi. E il Divertimentificio lo è anche nei dati. Viareggio registra un milione di presenze ufficiali. Rimini tocca i 7 milioni e mezzo e la provincia i 17. Cifre da urlo, ma al tempo stesso obsolete. Parafrasando Cuccia, i turisti ormai si pesano e non si contano.
«E’ vero, i numeri ci dicono che Rimini regge la crisi – conferma Rinaldis – in realtà si fanno i numeri, ma non il fatturato. Per riempire si accetta qualsiasi cifra. Io ho rifiutato da un tour operator clienti a 18 euro la mezza pensione ad agosto. Ma ci saranno hotel che li accetteranno. Intanto ho dovuto adeguare il mio tre stelle da 32 camere alle norme antiincendio e ho speso 250mila euro. Non so come li riprenderò. E non so alla fine di questa stagione quanti hotel chiuderanno».
E non è solo un problema di alberghi. «La gente non ha soldi e non spende. Quindi tutto il commercio, dall’abbigliamento alla ristorazione soffre. Del resto in Versilia e all’Argentario vanno i russi da mille euro al giorno, qui prendiamo quelli poveri» racconta sconsolato il concierge del Grand Hotel. Con 800mila presenze nel 2013 i russi hanno superato i tedeschi, fermi a quota 700mila.
Venerdì notte hanno suonato (tutto gratis, la Notte Rosa costa intorno agli 800mila euro) Venditti e Giuliano Palma, Malika Ayane e i Pooh, ma l’unica attrazione portata via dalla polizia per evitare l’assalto dei fans è stata Peppa Pig, idolo dei bambini. Al bar Commercio, re degli aperitivi, i fratelli Zangheri confermano che «ormai in Riviera non si sballa più. Il vero momento clou è l’ora dello Spritz. Un po’ di alcol moderato, un po’ di musica e la sera scorre così». Il Bandiera Gialla è chiuso da anni, a Milano Marittima al mitico Papeete non bazzicano più Christian Vieri e le Veline. Portare i vip costa troppo.
Alla fine, l’unico vero successo sa molto di Toscana. E’ l’operazione «Montefeltro e terre malatestiane», ovvero rilanciare le colline che hanno luoghi d’arte e di storia unici, da San Marino a Sant’Arcangelo. Si parla di 200mila presenze solo in questa area, finora trascurata dal turista che guardava esclusivamente alla costa. Ma di tutto questo ai 2 milioni della Notte Rosa importa poco. Molti hanno attesa l’alba per vedere il sorgere del sole. Qui, per ovvi motivi, manca il tramonto. «Ma un mare senza tramonto che mare è?» tuonava sarcastico Mario Monicelli quando paragonavano la sua Viareggio alla Rimini di Fellini. Ed in una battuta il regista dei Soliti Ignoti diceva tutto della differenza fra le due coste.
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