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Livorno: incendio in via dell'Ecologia, via alla bonifica. La Procura mette sotto sequestro l'area
Domate le fiamme, nella zona permane un forte odore acre. Cittadini preoccupati: decine di telefonate alla nostra redazione. I proprietari: "L'incendio è doloso". Ordinanza del sindaco: ecco le precauzioni da adottare da parte di chi vive in quella zona BLOG Roghi di Claudio Frontera

LIVORNO. Sono proseguite per tutta la notte le operazioni di spegnimento dell'incendio in via dell'Ecologia, a Livorno, alla ditta di rifiuti Galletti (FOTO). I pompieri hanno lavorato senza sosta e le operazioni sono state di smassamento di rifiuti e bonifiche antincendio. Con l'ausilio di un mezzo elevatore, i vigili del fuoco hanno spostato i rifiuti per poterli bonificare al meglio e spegnere tutti i focolai.
Le fiamme sono spente ma la bonifica non è terminata: c'è il rischio infatti che il fuoco covi sotto i rifiuti e riprenda ad ardere: si parla di migliaia di metri cubi di rifiuti stoccati all'interno di un capannone che hanno coinvolto anche una grossa pila di gomme che si trovava all'esterno e altri materiali erano depositati nel piazzale della ditta. I vigili del fuoco hanno utilizzato centinaia di metri cubi d'acqua nel corso delle operazioni. E per tutta la notte è rimasto sul posto anche il punto medico avanzato dell'Svs pronto a intervenire in caso di bisogno.
AREA SOTTO SEQUESTRO
L'area è stata sequestrata dalla procura tramite i carabinieri (FOTO). Questo per consentire tutti gli accertamenti: vanno fatti sopralluoghi mirati per analizzare i rifiuti che sono bruciati e per capire se ci siano disinneschi esterni.
LE INDAGINI DI ARPAT
Intanto l'Arpat ha effettuato i rilievi dell'aria per la verifica dell'inquinamento. La protezione civile del Comune già da lunedì ha consigliato ai cittadini che abitano in zona di tenere le finestre chiuse. Si aspettano i dati ufficiali dei campionamenti, ma è evidente che essendo bruciata molta plastica e gomma, la situazione dell'inquinamento è a rischio.
GALLETTI: INCENDIO DOLOSO
Da parte sua il figlio del titolare, Gianluca Galletti, non sembra avere dubbi sull'origine del rogo: "Questo incendio è doloso, faremo denuncia. La plastica non brucia da sola e noi vogliamo andare fino in fondo per capire. Lo stabilimento era chiuso da due ore e non c'era nessuno di noi". Il giorno prima del rogo alla Galletti, in zona Pian di Rota e Vallin Buio era stato visto un piromane nei boschi. Non è escluso che i fatti siano legati, ma per ora i carabinieri non escludono neanche la pista dell'autocombustione Accertamenti del Noe sono in corso: già fatti rilievi fotografici.
L'ORDINANZA DEL SINDACO
Il sindaco Alessandro Cosimi ha emanato un’ordinanza nella quale indica ai cittadini le precauzioni da adottare nell’area potenzialmente interessata alle ricadute delle sostanze rilasciate dall’incendio scoppiato ieri in un capannone in via dell’Ecologia 18. Lo ha fatto dopo aver ricevuto da Arpat e da Asl le informazioni relative appunto all’individuazione dell’area di potenziale massima ricaduta; informazioni ricavate sulla base del luogo in cui si è sviluppato l’incendio, della sua tempistica e dei dati di due stazioni meteo relativi alla direzione in cui è andata la nuvola di fumo che si è sprigionata con l’incendio. La zona interessata si estende “a ventaglio” per circa 1,25 km intorno all’azienda e che va dal Ponte dell’Ugione fino quasi alla Cigna (rimanendo ad est di via dell’Artigianato); ed è qui che Arpat e Asl faranno i campionamenti sulla qualità dell’acqua e del suolo .
A chi vive e possiede orti nella zona indicata, l’ordinanza prescrive le seguenti misure:
• Lavare accuratamente tutti i prodotti orticoli presenti nella zona (insalate, pomodori, etc.);
• Lavare accuratamente la frutta proveniente dalle coltivazioni della zona; qualora possibile, è preferibile che la stessa venga sbucciata;
• Evitare di somministrare fieno o altri prodotti vegetali raccolti e coltivati nella zona come alimento ad animali presenti nella zona e destinati a fornire alimenti per uso umano (carne, latte, uova, etc.);
• Non utilizzare acque dei fossi o di raccolta (cisterne scoperte, laghetti) presenti in zona per il lavaggio, l’irrigazione e l’abbeverata degli animali e il lavaggio dei prodotti orticoli.
L’ordinanza sarà in vigore finché i risultati dei campionamenti daranno esito favorevole e ne permetteranno la revoca. Come spiega il responsabile dell’ufficio satrategie ambientali del Comune Leonardo Gonnelli, “si tratta di un provvedimento che interessa una modesta porzione del nostro territorio, a nord della città, a vocazione fortemente industriale e produttiva e in cui non si rileva una forte densità abitativa”.
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