La manifestazione
E la Labronica rischia il fallimento
Nel bilancio del Comune spunta quasi un milione per scongiurarlo
LIVORNO. Quasi un milione di euro - qualcosa meno, circa 900mila - per evitare il fallimento della Labronica. Il Comune, si scopre ora, li ha messi nel bilancio di previsione, spalmati in tre anni, sotto la voce trasferimenti.
La situazione della società in liquidazione, tutta di proprietà di Palazzo Civico, è infatti sempre più delicata. Nel novembre del 2012 il debito superava i 2 milioni di euro: oggi il liquidatore deve fare anche i conti con le corse che non partono e i soldi del ministero che, quindi, ancora non arrivano (solo da gennaio a giugno fanno quasi 240mila euro).
Facciamo un passo indietro. Palazzo Civico diventa proprietario della Labronica nel 2010, quando al costo simbolico di 1 euro acquista il 50 per cento delle quote che erano dell'Associazione Sportiva Società Livornese.
Lo fa nonostante l'obbligo di dismissione da parte delle pubbliche amministrazioni delle partecipazioni societarie non strettamente necessarie ai fini istituzionali dell’ente. E questo - dissero al momento del passaggio i vertici del municipio - per «garantire un futuro» ai venti lavoratori che ancora dipendono dalla società e per «evitare speculazioni su un bene che è della città, l'ippodromo, e che ha bisogno di essere valorizzato».
Un anno dopo, il 20 febbraio del 2011, la società viene messa in liquidazione.
Tutto mentre il mondo dell’ippica scivola in una crisi nerissima. Nel 2004, quando iniziano ad essere ritoccate le convenzioni tra le società che gestiscono le piste e l'ex Unire, i trasferimenti per il Caprilli passano da 2.200.000 euro a 1.600.000: dal 2004 al 2010 il patrimonio della Labronica scende da 1.618.140 euro a poco più di 20mila e la società accumula un debito di circa 500mila euro.
Il debito ha continuato a crescere, perché la Labronica non è una scatola vuota e come minimo deve pagare i dipendenti. Nel novembre del 2012, cifra mai smentita, il debito ha raggiunto i 2.600.000 euro, tra soldi dovuti ai fornitori, alle banche, Tfr dei lavoratori e tasse non pagate. In quei giorni il Comune aveva anche deciso di fare uno storno di bilancio di 200mila euro per pagare l'Iva non versata. E sindaco e assessori avevano dato mandato al liquidatore di valutare anche la strada del concordato preventivo.
Tra un passaggio e l’altro si è, così, rotolati nel 2013: con le corse che non sono partite, la società non ha ancora riscosso dal ministero i circa 240mila euro previsti da gennaio a giugno. Se la stagione saltasse (e quindi la Labronica già in liquidazione non avesse alcuna entrata) sarebbe possibile evitare fallimento e licenziamenti?
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