Il Tirreno

Livorno

Trovato in una sala giochi il figlio dell’anziana morta

di Lara Loreti
Trovato in una sala giochi il figlio dell’anziana morta

Era a giocare in via Provinciale Pisana: è apparso frastornato e confuso Interrogato nella notte, è indagato per truffa e occultamento di cadavere

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LIVORNO. Quando gli agenti delle volanti l’hanno invitato a seguirlo per andare in questura, lui non ha battuto ciglio. Paolo Perissi, il 57enne figlio di Elda Noferi, la donna trovata morta martedì mattina in via Adriana, è apparso frastornato, ma non meravigliato di essere cercato dalla polizia. Del resto lo sapeva che le forze dell’ordine gli stavano addosso: per due giorni non era tornato a casa e aveva fatto perdere le sue tracce. Poi però, arrivato in caserma, agli agenti ha chiesto perché lo avessero preso e ha lasciato intendere di mancare da casa da un paio di settimane. Cosa che contrasta con le testimonianze dei vicini, che hanno raccontato di averlo visto domenica sera. C’era molta preoccupazione per la sua sorte, tanto che si temeva che si fosse tolto la vita dopo la rimozione del cadavere della madre da casa. Ed era difficile immaginare che si fosse invece rintanato in una sala scommesse. Il gioco, a quanto emerso, era un suo svago usuale.

Ieri sera erano le 20.10 quando un cittadino che si trovava nella sala giochi Match Point Sisal di via Provinciale Pisana ha notato l’uomo. L’ha guardato bene e in lui ha riconosciuto il volto della persona che aveva visto in foto sul giornale on line. La diffusione dell’immagine del volto di Perissi, infatti, è stata essenziale per il suo ritrovamento. Quando è stato notato, era tranquillo, a giocare alle slot e alle corse. A quel punto il cittadino ha chiamato i carabinieri, che a loro volta hanno avvisato la polizia. In pochi minuti sul posto sono arrivate le volanti che hanno preso in consegna il 57enne invitandolo a seguirli nell’auto di servizio. Lui non ha chiesto nessuna spiegazione e, senza commenti né espressioni di meraviglia, è andato dietro agli agenti. Una volta arrivato in caserma, ha però domandato ai poliziotti: «Perché mi avete fermato? Mia mamma è morta, e allora?». Il 57enne è apparso un po’ confuso e a un tratto ha anche raccontato agli agenti che lo interrogavano che sua madre ultimamente non mangiava.

Gli investigatori della squadra mobile lo hanno ascoltato fino a tarda notte. Sono due i punti su cui far luce: in primis va chiarito se l’uomo sia in qualche modo coinvolto nella morte della madre. Le prime risposte arriveranno oggi stesso dall’autopsia, che sarà svolta al cimitero dei Lupi dal medico legale Alessandro Papi. Per il momento, è emerso che il corpo non ha segni di violenza, ma vanno fatti altri accertamenti. In secondo luogo, va capito perché Perissi ha nascosto la morte della madre, commettendo un reato. Voleva solo impossessarsi della pensione? Oppure viveva un dramma interiore più profondo? A questo proposito, i reati che per ora gli vengono contestati e per cui è stato indagato sono occultamento di cadavere - per non aver dichiarato la morte della madre e anzi aver tenuto in casa il cadavere per due mesi - e truffa, per aver riscosso la pensione nonostante il decesso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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