Gioco
Quei figli adulti che amano troppo
In simbiosi con padri e madri e poi il lutto diventa inaccettabile
LIVORNO. Non diventano né madri né padri, ma restano figli per sempre. Di genitori che credono eterni e che regalano loro un’eterna sospensione dalla vita vera, un’esenzione dalle scelte e dai dolori dell’età adulta. Figli di genitori sempre più anziani e a volte anche figli della crisi che questa reciproca dipendenza favorisce: perché il lavoro non c’è più o non c’è mai stato, perché non si sono i soldi per una casa dove abitare da soli o con un partner, perché quella pensione della mamma o del babbo permette di tirare avanti ma non è sufficiente per pagare una badante. e qualcuno dovrà pur accudire questi anziani sempre più fragili.
Finisce così, scivolando di anno in anno, in una spirale di morbosa convivenza e ansia crescente, che uomini e donne di quaranta, cinquanta, sessant’anni , si ritrovano senza una vita propria e senza concepire un futuro che non sia in simbiosi con quei genitori sempre più vecchi ai quali hanno dedicato l’esistenza. Centinaia e centinaia di casi in città. Qualcuno, una minoranza, è segnalato ai servizi sociali perché associato a condizioni di disagio e degrado, violenza e disturbi pischici. Ma in genere si tratta di situazioni “normali”, sostenute da un dignitoso benessere e da uno stile di vita che non sembra poi così stravagante in tempi di separazioni facili, single di ritorno senza un tetto, aspettativa di vita che si allunga e famiglie sempre meno numerose che alla fine si trasformano in microcosmi a due dove i ruoli di genitore e figlio si sovrappongono.
Paolo Perissi è probabilmente uno di questi figli per sempre, non lavora praticamente più, non sembra abbia relazioni importanti e quella madre ormai inferma e così bisognosa di cure era tutto il suo mondo, il suo legame con il passato e paradossalmente il suo futuro. Negarne la morte così a lungo, inscenando addirittura la quotidianeità perduta, è una reazione estrema, ma non incomprensibile. Troppo forte il dolore, troppo grande la paura, troppo pesante l’incognita del “dopo”. Inacettabile quella morte per Paolo Perissi, tanto inaccettabile da far saltare tutti gli equilibri e spingerlo a un comportamento totalmente irrazionale. Ma sono molti gli adulti che come Paolo si trovano prima o poi a dover affrontare questo tipo di lutto assolutamente impreparati, la morte di un genitore anche molto anziano che un legame quasi morboso e di dipendenza affettiva (quando non anche economica) rende innaturale, crudele, punitivo persino. Un dolore ancora più forte perché incompreso da chi la vita l’ha vissuta nel pieno rispetto dei suoi cicli e giorno dopo giorno, crescendo figli e nipoti, si è preparato al distacco dai genitori. Soli quindi, e con un grande vuoto al posto di quell’amore che riempiva il cuore e le giornate. Così si trovano improvvisamente questi vecchi figli, “orfani” senza più bussola, costretti a bilanci tardivi, con la depressione in agguato e la sensazione che tutto sia finito per sempre. Anche per loro.
@crigrasso
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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