Il Tirreno

Livorno

I residenti hanno presentato un esposto a carabinieri e polizia

«Prostituzione e spaccio» La rivolta di Sant’Andrea

«Prostituzione e spaccio» La rivolta di Sant’Andrea

LIVORNO. Prostituzione, spaccio, deturpamento ambientale ma anche risse, schiamazzi notturni e musica a tutto volume. La rivolta degli abitanti di Sant’Andrea sta dentro al lungo e dettagliato...

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LIVORNO. Prostituzione, spaccio, deturpamento ambientale ma anche risse, schiamazzi notturni e musica a tutto volume.

La rivolta degli abitanti di Sant’Andrea sta dentro al lungo e dettagliato esposto, corredato di foto e video, inviato nei giorni scorsi al Prefetto, al Questore, al comando provinciale dei carabinieri e al sindaco Alessandro Cosimi.

«Il fenomeno - scrivono i 150 residenti - è causato dai numerosi locali multietnici presenti nella zona. I gestori di queste attività e i loro avventori se ne infischiano dei controlli e ancora di più di rispettare il diritto al riposo dei residenti e di tutto il resto. Tra i locali in questione è stato appurato - denunciano - che alcuni non pagano né il canone di affitto né le bollette, sia dell'acqua, che quelle della corrente elettrica: ovviamente il tutto a danno del contribuente onesto. A causa del chiasso inoltre la notte si vive continuamente con l’ossessione di dover chiamare le forze dell'ordine con la speranza di poter guadagnare qualche ora di sonno. Innumerevoli le persone che escono da queste attività completamente ubriache. Come se niente fosse poi, si mettono alla guida di automobili o motocicli, con il serio rischio di causare incidenti travolgendo persone innocenti».

Altro fattore di degrado come detto è derivato dalla prostituzione e lo spaccio. «Appartamenti in affitto e locali si legano - sarebbe il sistema - in un intreccio più che consolidato di attività criminose che sono sotto gli occhi di tutti».

Nel documento si fa riferimento anche ad una presunta «speculazione edilizia di imprenditori che approfittano della situazione per comprare appartamenti a basso costo mettendo come locatari veri e propri delinquenti. Obiettivo far scappare i vicini e comprare a costo irrisorio le loro case».

I residenti se la prendono soprattutto con chi «con il proprio immobilismo, ha permesso che questo quartiere, nel pieno centro di Livorno a meno di 800 metri dal Palazzo Comunale e quindi dall'Amministrazione centrale della città, si trasformasse in un tugurio, simbolo evidente oramai dell'incompetenza e del menefreghismo di chi avrebbe potuto fare qualcosa ma non lo ha ancora fatto». L’auspicio è che il problema venga risolto «per il rispetto che ci dovete come cittadini onesti, come padri e madri di famiglia che devono preservare il diritto di crescere i propri figli in un ambiente sano e decoroso».

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