Gioco
Ora rischia di riaprirsi la partita del monopolio
Ma Roberto Piccini (Porto 2000) spegne la questione: non c’è alcun riscontro nelle parole del giudice
LIVORNO. Tra le partite aperte dal ricorso al Tar presentato da Cilp contro Autorità Portuale e Porto 2000, c’era anche quella relativa al monopolio delle crociere di Porto 2000 sulle banchine livornesi. Una vecchia battaglia della Compagnia, che lo scorso autunno aveva visto uscire allo scoperto l’amministratore unico Gerardo Larotonda che aveva ribadito la titolarità della concessione all’Alto Fondale e lanciato un progetto in partnership con altri soci per gestire sui moli in concessione anche il traffico delle crociere.
La domanda è naturale: la questione potrebbe ora riaprirsi con la sentenza del Tar che ha dato ragione a Cilp? Da via San Giovanni le bocche sono cucite, ma c’è da giurare che il fatto che Cilp possa adesso rapportarsi direttamente con le compagnie di crociera per il vettovagliamento, potrebbe diventare spunto per rivendicare sulle proprie banchine la possibilità di trovare accordi diretti tra terminalista e armatore delle crociere, col successivo coinvolgimento di Porto 2000 per la gestione dei passeggeri.
Ma la lettura che arriva da Roberto Piccini, numero uno di Porto 2000, spegne decisamente le speranze della Compagnia. «Ho letto e riletto la sentenza e questo aspetto, che mi premeva molto, mi sembra esaurito - dice Piccini -. Una delle censure proposte da Cilp precedentemente all'accordo, era che essendo concessionario di banchina, poteva avere il diritto ad operare le crociere. Una tesi importante, che però non trova riscontro nelle parole del giudice. La sentenza non dice a Cilp che in quanto concessionario può operare una nave da crociera sulla sua banchina. Il passaggio fondamentale è in fondo al dispositivo: “Restano assorbite per difetto di rilevanza le ulteriori censure”. Tra quelle censure c’era anche la contestazione del monopolio».
Piccini rivendica nella sentenza la conferma che il compito di sbarco e imbarco passeggeri in condizioni di sicurezza sia stato ribadito a Porto 2000: «Tutto ciò che è inerente al flusso e deflusso, alle aree ristrette, ai mezzi, ai pullman, il nostro lavoro quotidiano insomma rimane inalterato - dice il presidente di Porto 2000 -. Quanto al vettovagliamento, noi non possiamo farlo essendo considerato operazione portuale e dunque praticabile da un articolo 16 che Porto 2000 non è. Ma questo era già pacifico e non sposta niente». (g.c.)
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