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Il Caprilli resta chiuso: convocato d'urgenza stasera il consiglio comunale

Il Caprilli resta chiuso: convocato d'urgenza stasera  il consiglio comunale

La società pisana pronta a fare causa: firmiamo solo se lo rimettono a norma. Fantini e operatori: «Impossibile correre qui, il ministero spalmi le giornate su altri ippodromi». Alle 18 la seduta del consiglio comunale 

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LIVORNO. Per il 2013 il Caprilli resterà chiuso. Lo hanno annunciato dalla sede di San Rossore i vertici della società ppisana, che lo dovrebbe gestire per trent’anni, e i rappresentanti di fantini, allenatori e allevatori che ora chiedono di splalmare le giornate livornesi su latri ippodromi per non perdere tutti i premi.

«Dopo due anni e mezzo di silenzio da parte nostra - ha esordito Bracci Torsi - periodo durante il quale abbiamo pensato più a cercare la soluzione di questo problema che non a fare proclami o dichiarazioni, abbiamo deciso che era giunto il momento di far conoscere quale fosse la nostra posizione relativamente all'ippodromo livornese. Abbiamo cercato di chiudere questa trattativa con il massimo della disponibilità verso il Comune di Livorno, abbiamo accettato per due anni la gestione di ramo d'azienda per far vivere il Caprilli nel 2011 e nel 2012 e sulla base della determina comunale del 27 giugno 2012 l'Alfea vuole entrare in possesso dell'ippodromo livornese. Questo resta il nostro obiettivo stabilito da un atto ufficiale di un anno fa».

FOTO Al Caprilli regna il degrado

L'Alfea cercherà, quindi, di far valere i propri diritti anche se, come sottolineato da Emiliano Piccioni, la stagione 2013 è saltata. «Purtroppo questo è ormai un dato di fatto. Livorno ha già perso 12 giornate in calendario, tra quelle non corse e quelle con iscrizioni ormai in chiusura, e anche se ipoteticamente domani ci fosse la firma della convezione, l'ippodromo è in un tale stato che che richiederebbe tempi lunghi e investimenti notevoli per ripristinarlo. L'ippodromo è stato completamente abbandonato a se stesso, oggetto di furti e di assoluta mancanza di manutenzione e il nostro eventuale ingresso come gestori dovrà comunque avvenire in un impianto che sia stato ripristinato a livello di ordinaria manutenzione».

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