Toscana
Gli spot servono a poco, meglio adeguare gli hotel
Il mese di giugno è stato tra i peggiori degli ultimi decenni: pochi turisti e spese al lumicino. Parte un’inchiesta del Tirreno: ecco le prime proposte di due big del settore
La crisi, una delle più profonde degli ultime decenni, vista però anche come possibilità di rilancio. Ma con quali strategie? Mentre Il Tirreno si appresta a raccontare ogni domenica la costa toscana e la sua gente, con i servizio del ciclo Lungomare, parte anche un’inchiesta sul mondo del turismo, sui problemi della promozione - troppe volte limitata a spot senza una programmazione di largo respiro - ed anche su quelli delle strutture, spesso non in grado di rispondere alle esigenze di un turista che, insieme ad un letto comodo, vuole palestra, piscina ed anche l’immancabile wi-fi per poter navigare su Internet.
Per capire i problemi di un settore così strategico - visto il crescente contributo in chiave Pil e un dato di presenze ch supera i 43 milioni - ci rivolgeremo agli operatori del settore e a tutti coloro che vorranno darci un contributo, dopo un giugno tra i peggiori degli ultimi decenni, in cui si sono sovrapposti maltempo, crisi economica e allarmismi (vedi le ripercussioni del terremoto sui flussi turistici in Versilia). Andremo a caccia di idee per passare dalla crisi al rilancio. Cosa si può fare per mantenere l’appeal di una regione che vanta un “brand” importantissimo, forse il più forte del mondo, ma che perde terreno? Lo chiederemo agli esperti ma anche a tutti voi: attendiamo segnalazioni, riflessioni e idee alla mail turismotoscana@iltirreno.it.
Come spiega Gianfranco Lorenzo del Centro di studi turistici di Firenze, alcune abitudini si stanno radicalizzando: le spiagge che si affollano solo nei weekend e rimangono semivuote durante la settimana, ma anche l’apertura del portafoglio che sta diventando molto, molto oculata. Situazioni da cui non sarà facile tornare indietro perché il consumatore si sta abituando a un livello di spesa e ad una selezione negli acquisti che rimarranno anche negli anni futuri. Il tutto con gli stranieri che compenseranno i minori arrivi degli italiani e questi ultimi che, a quel che sembra, faranno esplodere nelle prossime settimane il curioso fenomeno del “turismo di prossimità”. Insomma molti toscani trascorreranno le vacanze a due passi da casa.
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