Gioco
«La Regione garantirà il nuovo ospedale»
Marroni all’assemblea Pd: se l’Asl non vende i suoi beni, i soldi ce li mettiamo noi E ai livornesi promette: «Neurochirurgia e chirurgia vascolare non si toccano»
LIVORNO
«Se anche la Asl non vendesse i suoi beni o le entrate fossero minori rispetto al previsto, la Regione, anche in via preventiva, garantirà la realizzazione del nuovo ospedale». Lo ha detto ieri sera, a ridosso della mezzanotte, l’assessore alla Sanità, Luigi Marroni, invitato all’assemblea territoriale del Pd in circoscrizione 1.
Un’assemblea per una volta pubblica. Tant’è che a incalzare l’assessore sui soldi per il nuovo, e discusso da una parte di città, ospedale è stato proprio l’ex sindaco Lamberti, oggi consigliere comunale di Confronto. Marroni, che aveva già rassicurato i suoi - dal sindaco ai segretari - a cena alla Barcarola, ha pubblicamente detto che il presidio «non è in discussione», prendendosi in collo la delicatissima partita dei finanziamenti. Per costruire il presidio a Montenero servono 190 milioni di euro: 109 vengono anticipati dalla Regione attraverso un fondo di rotazione per le strutture Asl, 81 arrivano dal privato, che per 34 anni gestirà i servizi a supporto dell’attività sanitaria (dalle pulizie alla mensa) prendendo dalla Asl 33 milioni all’anno.
I soldi anticipati dalla Regione dovrebbero essere restituiti dall’azienda sanitaria con la vendita dei beni sparsi per la città: dai distretti all’ex sede di Monterotondo, fino all’area di viale Alfieri. Il punto è che il mercato immobiliare è fermo e sia dai banchi del consiglio che da cittadini e associazioni sono piovute richieste di garanzie e chiarimenti.
«Quando siamo partiti – ammette Marroni – le condizioni del mercato immobiliare erano ben diverse. Siccome stiamo attraversando un periodo di forte incertezza economica e finanziaria, la Regione per dare maggiore sicurezza all’azienda e alla città sta predisponendo gli atti necessari a coprire in ogni caso l’operazione, mettendo i soldi da parte fin da ora». A chi dalla sala gli chiede se si tratti di una sorta di finanziamento a fondo perduto (termine non corretto, visto che i beni della Asl sono di fatto regionali), Marroni risponde con una battuta: «Speriamo non perduto, o perduto bene». «Stiamo predisponendo atti, non promesse – sostiene – la prima delibera è stata firmata». L’ha ricordata qualche minuto prima il consigliere regionale Marco Ruggeri: istituisce un fondo da 100 milioni a garanzia della ristrutturazione dei vecchi ospedali e dei nuovi in Toscana.
Quello sul presidio a Montenero è il colpo di coda arrivato sul finire dell’assemblea, forse non a caso proprio nei giorni in cui è ripartita la raccolta firme del fronte del no (e anche ieri sera non sono mancate voci contro). Ma di questioni aperte e scottanti a Livorno in materia di sanità ce ne sono parecchie. A cominciare dal futuro del 118, al rapporto con l’azienda universitaria di Pisa, all’ortopedia che di notte sparisce e a due reparti chiave, neurochirurgia e chirurgia vascolare, che non si sa che fine faranno. Nodi che toccano a turno Ruggeri, il sindaco Alessandro Cosimi, il segretario Pd Samuele Lippi, il presidente del consiglio comunale e medico di base, Enrico Bianchi, Enrico Pedini (Cgil). Solo su un punto Marroni fa una promessa: «Neurochirurgia e chirurgia vascolare non si toccano».
Da notare che sui debiti ai fornitori della Asl 6 (oltre 86 milioni, come rivelato dal Tirreno) il Pd ieri sera è rimasto muto. Nessuno ha detto una parola, mentre a Firenze i consiglieri regionali del Pdl, Marco Taradash e Stefano Mugnai, hanno presentato un’interrogazione alla giunta chiedendo se l’ex direttore Calamai abbia «rappresentato al successore la situazione dell'azienda» e «dato attuazione al decreto 35 che ha la finalità di ridurre i tempi dei pagamenti». Il Pd in Corea lascia che sia Marroni a dire che «la situazione livornese non ci preoccupa».
(j.g.)
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