Gioco
Panini, frittura, gelato, sushi tutto quanto fa Ape-mobile
Il made in Italy contribuisce all’exploit di un’idea che all’inizio ha preso piede in Gran Bretagna. Il binomio vincente: design sbarazzino e prodotti di qualità
Colorata, flessibile, l'Ape insieme alla Cinquecento, alla Vespa, alla pizza, fa il paio con il tricolore. E tutto ciò che ingloba diventa magia, soprattutto il cibo. Ma scordatevi fiere e mercati, pensate invece a un design spigliato che carichi a bordo pochi ingredienti, tipici e di qualità. Allora l'estate si fa ancora più sbarazzina, la piazza più attraente, l'aperitivo (il panino, il gelato, la frittura) degni di un posto al sole che cancella pensieri e insieme crea economia.
«Sempre più popolare per versatilità, caratteristiche estetiche e funzionali - spiega Davide Cavalieri D'Oro, titolare della piemontese Vs Veicoli Speciali - facilmente modificabile e personalizzabile, un'Ape è la maniera più semplice e di tendenza per promuovere qualsiasi cosa ovunque ci sia una strada».
Seppur lentamente, dopo l'exploit europeo gestito in prima battuta dai sudditi di Sua Maestà, le baracchine su ruote conquistano terreno dispensando ricette che richiamino il made in Italy. Dal menù povero a quello blasonato, con savoir faire. Anche chef noti come il marchigiano Mauro Uliassi, o artigiani di fama come il toscano allevatore di galline livornesi Paolo Parisi, hanno compreso la potenzialità del porta a porta e viaggiano con un camper attrezzato, avvicinando a chiunque creazioni veloci da aperitivo (il primo), forni da barbecue il secondo.
Si sprecano i coni e le granite, di cui è degna rappresentante Flò, una frivola apetta rosa munita di carapine e tutto quanto fa gelato, ideata dalla Resti di Terranuova Bracciolini (Arezzo).
«Come il sarto su misura cuciamo addosso al cliente il mezzo di cui ha bisogno», dice il proprietario, Franco Resti. «Il settore è in rapida espansione, pensato per i tanti giovani in cerca di lavoro, con un budget limitato da investire».
Piace soprattutto agli stranieri. «Perché l'Ape non è solo un mezzo duttile che dà accesso a qualsiasi luogo, incarna infatti lo stile italiano che il mondo ammira - commenta Giuseppe Basile della vicentina Sperotto, azienda specializzata in allestimenti - Esportiamo in Germania, Russia, Africa. Affascina per quel gusto retrò dai ritmi lenti che invita a socializzare».
Anche Andrea Carletti, architetto pontederese, con la Street Food Mobile rivede il look ai furgoncini da trasporto rendendoli idonei ad accogliere calici di champagne e ostriche (per ora di stanza a Milano), abiti di sartoria (a Forte dei Marmi), festeggiare lieti eventi come matrimoni in un aperitivo improvvisato - si fa per dire - sul sagrato della chiesa (accade a Napoli), merende in stile pizza e mortazza (a Roma), piatti di pesce povero, lampredotto di mare e catalana di baccalà (tra Genova e Santa Margherita Ligure), panini con peposo di Dario Cecchini (in piazza Strozzi a Firenze, nel periodo natalizio).
Con il macellaio di Panzano ha messo a punto un progetto che spopola a Londra, il Gurmetti: vende cibo di qualità italiano in chiave internazionale, vedi i burritos con tonno del Chianti (di Cecchini), ceci, spinaci, cipolla fresca e lime.
«Lo street food è la tendenza del momento, noi italiani abbiamo tante specialità da giocarci - commenta l'architetto dei piccoli negozi dello snack - Il successo? Un po' la moda, un po' l'elasticità e soprattutto l'economicità di un'attività che a partire da trentacinquemila euro è pronta per aggredire il futuro».
(i.a.)
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