Gioco
Inquinamento, fermo estivo, prezzi: tutto sbagliato, tutto da rifare
Non è scemo, non è muto. Ma è furbo e differente. Il mare è grande, perciò è difficile catturarlo. Differente perché ogni zona fornisce prodotti diversi. Vogliamo parlare di pesca, dato che viene prima dell'acquisto e della cucina? Bene, tutto da rifare: regole antinquinamento, controlli, fermo pesca, allevamenti, licenze, zone e sottozone, acqua calda e fredda, isole, terraferma. Che dire del nostro arcipelago? A parte le seppie un po' coriacee e le cicale troppo iodate, tutto il resto è superiore non solo all'Adriatico ma anche alle grandi isole. Il motivo sta nelle acque più profonde, salate, nelle colline Metallifere e nelle piccole isole con miniere, nelle acque calde delle terme che vanno in mare e nella piccola pesca che ahinoi, a differenza della grande, non è aiutata e non attinge a finanziamenti. Ci siamo mai chiesti perché se andiamo a Pianosa o in Gorgona il pesce abbonda? Perché sono riserve. Allora perché non ne ricaviamo di più? Il fermo pesca è inutile, serve solo a ingrassare le tasche dei grandi armatori e a creare confusione e intrallazzi nel mercato. Come dare valore al pescato? Differenziare le zone non si può, creare una dicitura "Mediterraneo" è troppo generico perché il Tirreno è una cosa, l'Adriatico un'altra, la Spagna idem. Ma non è giusto mettere alla pari un cappone del Marocco e uno di Piombino, perché il secondo raggiunge le nostre tavole al massimo dopo un giorno, dal Marocco ne passano almeno tre. Allora come possiamo trovarlo sul menù allo stesso prezzo, quando già all'origine costa molto di meno quello marocchino? Sempre riguardo ai prezzi: durante il fermo pesca estivo importiamo calamaretti di qualità media dalla Francia a costi altissimi. Io quest'anno mi sono imposto di non comprarli perché non è giusto che ci facciamo prendere per il collo dai commercianti.
Questione inquinamento. In estate in alcune zone balneari affollate i depuratori non funzionano. Le piogge torrenziali convogliano l'inquinamento agricolo in mare. Non ci sono più i cannolicchi perché l'inquinamento li ha fatti morire. Ancora una questione. Mettendomi dalla parte del consumatore vorrei più chiarezza sulle etichette. La Francia esporta con diciture molto serie, mentre le nostre non sono credibili.
Finora non ho parlato di cucina, perché la difesa del pesce e della pesca sta a monte. Per cui faccio un passo in dietro e invito alla riflessione. Negli ultimi anni il consumo del pesce è aumentato moltissimo. Vuoi perché è più digeribile della carne, vuoi perché la tendenza va in quella direzione. Di una cosa sono certo: se non ci svegliamo rischiamo di approvvigionarci solo da allevamenti, a discapito della qualità. Per cui iniziamo ad acquistare più pesce azzurro e di fondale, ma veramente, non a parole.
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