Gioco
Caos Tares, i bollettini non ci sono
Il 31 luglio scade la prima rata, ma l’invio delle lettere di pagamento è in ritardo: potrebbero arrivare solo in extremis
LIVORNO. E’ partito il conto alla rovescia per il pagamento della Tares, il tributo per i rifiuti e servizi che sostituisce la Tia. La prima scadenza è fissata a fine mese, il 31 luglio.
71mila famiglie livornesi e 11mila aziende dovranno versare un terzo esatto dell’imposta di spettanza comunale, le altre due tranche dovranno essere saldate entro il 31 ottobre e il 31 dicembre, quando oltre alla quota comunale si pagherà anche quella dovuta allo stato.
Quanto esattamente e in quale modalità, per adesso è un mistero. Con ogni probabilità lo scopriremo in zona Cesarini, solo pochi giorni prima di fine mese, in pieno periodo-ferie, con tutto quel che ne consegue per molte famiglie che potrebbero essere assenti e dunque non fisicamente in grado di pagare nei termini di legge.
A trenta giorni dalla scadenza infatti, non solo non sono ancora partite le lettere con le richieste di pagamento, ma non sono neanche state stampate. Di più: non è neanche chiaro se saranno spediti bollettini postali oppure modelli F24. E per un’altra settimana la questione potrebbe restare in sospeso. Stamani è prevista una riunione tra i vertici di Aamps e Comune. «E’ un problema nazionale, venerdì alla commissione finanze dell’Anci, a Roma, ne abbiamo parlato a lungo - spiega Valter Nebbiai, assessore alle finanze del Comune -. La colpa è delle Poste che sono in ritardo nella predisposizione del bollettino». In realtà ci sono comuni in cui le lettere sono già state spedite. Un esempio senza andar troppo lontani: Pontedera. «E’ un’eccezione - ribatte Nebbiai -. Ad ogni modo noi abbiamo già la soluzione alternativa: se entro cinque giorni le Poste non avranno risolto la questione, manderemo i nostri F24 e risolveremo il problema».
Significa comunque perdere un’altra settimana. E aggiungendo poi i tempi di stampa, imbustamento e consegna si arriverà nella migliore delle ipotesi al 20 luglio, ma non è detto che non si vada oltre, praticamente a ridosso della scadenza. «Io sono ottimista, faremo tutto nei tempi giusti - dice Nebbiai - ma capisco che il problema delle ferie c’è. D’altra parte la legge non l’ho fatta io, anzi quando a gennaio fu annunciato il rinvio della Tares per luglio, io scrissi al presidente della commissione finanze del Senato sottolineando che stavano facendo un grosso errore, primo perché i Comuni avrebbero dovuto anticipare i soldi alle aziende in quei mesi di buco, secondo perché si sarebbe creato un ingorgo di tasse in estate. Ma tant’è. Vorrà dire che se saremo in ritardo, anticiperemo i tre milioni di luglio ad Aamps come abbiamo fatto per quelli di giugno. Ripeto però che ce la faremo».
Per quanto riguarda l’importo della tassa, ci sarà per tutti un aumento rispetto alla Tia: la tabella qua sopra lo mostra chiaramente. Ma mostra anche che in molti casi il grosso dell’aumento nascerà soprattutto dalla quota statale di 30 centesimi a metro quadro, che dovrà essere pagata a dicembre insieme alla terza tranche della quota comunale. Il Comune avrebbe potuto aggiungere altri 10 centesimi ma ha rinunciato. In alcuni casi, va detto, soprattutto per i nuclei familiari formati da una sola persona, la quota che finirà nelle casse del Comune sarà ridotta: Nebbiai infatti ha rimodulato la ex tariffa Tia, base della nuova Tares, con aumenti e diminuzioni che variano anche tra il più e meno 5 per cento. E nella logica del "meno siamo, meno rifiuti produciamo", il Comune ha previsto in generale una tariffa di partenza un po' più bassa. Un esempio: chi abita da solo in un appartamento di 70 metri quadri spendeva di Tia 145,32 euro e ne spenderà di Tares 142,03 (2,27% in meno). A questa somma vanno però aggiunti i 21 euro che vanno allo Stato, per un totale di 163,03 euro. Quindi l'aumento ci sarà comunque...
Le entrate della Tares dovranno coprire in toto il costo del servizio rifiuti, che per Livorno vale qualcosa come 35.068.000 (Iva compresa), che da gennaio il Comune sta anticipando ad Aamps a colpi di 3 milioni al mese. Il 48,5% delle entrate Tares arriverà dalle famiglie, mentre il 51,5 dalle 11mila attività. Il vero salasso sarà proprio per loro: la Tia, infatti, era una tariffa, mentre la Tares è una tassa e non sarà possibile scaricare il 10 per cento di Iva, che andrà ad aggiungersi all'incremento statale. Senza considerare i 30 centesimi a metro quadro - che andranno in toto allo stato - che per molte categorie rappresentano una botta pesantissima.
@giucorsi
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