Gioco
La metà dei minori ha giocato d’azzardo uno su 8 sta alle slot
Convegno Lions con gli alunni dell’Iti. «A voi ragazzi diciamo: l’unica scommessa che dovete fare è quella sui vostri sogni»
LIVORNO. Una moda pericolosa, un boom di quelli allarmanti si sta diffondendo fra gli adolescenti livornesi: stiamo parlando del rapporto sempre più stretto fra i ragazzi ancora minorenni e il gioco d’azzardo.
«Il 46% dei minori ha esperienze di gioco d’azzardo, il 6% arriva a giocare più di 50 euro al mese e il 12% gioca frequentemente alle slot machine», dice la psichiatra Sabrina Spagnolli intervenuta come esperta durante il convegno “Scom- mettiamo che...: il gioco d’azzardo e i minori”. L’evento organizzato dal Lions Club nell'aula magna dell’Iti Galilei ha coinvolto tantissimi studenti delle terze classi delle scuole medie e del biennio del superiore.
«Lo scopo di questa giornata dedicata a un tema così importante – dice Alessandro Postorini, presidente Lions – è mettere i giovani in relazione con le autorità, le insegnanti, per comprendere che l’unica scommessa che vale la pena giocare sono i loro sogni». Per queste ragioni diviene essenziale sviluppare una cultura della prevenzione, dicono gli assessori Roncaglia e Sposito nei propri interventi.
«I minori negli ultimi anni si sono trovati sempre più al centro di un campo praticamente libero da ogni controllo: mi riferisco ad internet e noi dell’ufficio minori ci troviamo a affrontarne le conseguenze», dice Patrizia Gentile, ispettore della questura.
Nel tempo dell’anonimato e della facilità dei click è facile perdersi, non comprendere le conseguenze dei propri gesti, pensare che sia solo un gioco: eppure negli ultimi tempi si è registrato un incremento di denunce verso i minori per frode e violazione account, spiega Cristiano Birga della polizia postale. Sempre più numerosi sono gli adolescenti che navigando in rete cadono nelle trappole di giochi online o di e-mail fishing.
Bombardati di pubblicità in rete, alla televisione, sulle riviste che invitano a vincere con poco, i ragazzi, data la tolleranza sociale e la scarsità di regole di controllo, non avvertono il gioco d’azzardo come pericolo. «Il fatto che sia indicato come gioco – spiega lo psicologo Daniele Mannini – richiama un momento positivo, invece l’unico aspetto che ha del gioco è l’adrenalina, legata al rischio della perdita di denaro».
I soggetti che sviluppano dipendenza, dice sempre lo psicologo, sono quelli che inizialmente vincono con facilità illudendosi di poter determinare in qualche modo il proprio destino. L’incremento del gioco d’azzardo fra i minori coincide con caratteristiche specifiche dell’età, l’impulsività nelle decisione, voglia di sfidare, eppure può sfociare in vere e proprie patologie. La sensazione di onnipotenza data dalla vincita, sarà seguita dalla depressione della perdita: una fase di disperazione in cui si mentirà alla famiglia, distruggendo relazioni affettive e sociali. Non sono pochi a meditare il suicidio, aggiunge Spagnolli. L’incontro si è concluso con una dimostrazione del meccanismo del gioco di azzardo a cura della psicologa Simona Bianchi.
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