Il Tirreno

Livorno

Il tesoro sotto la chiesa E ora parte il restauro

di Roberto Riu
Il tesoro sotto la chiesa E ora parte il restauro

Uno scrigno rimasto tabù per oltre un quarto di secolo dopo il terremoto dell’84 I lavori continueranno lo scavo ancor più in profondità: non si escludono sorprese

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Fra pochi giorni partiranno i lavori di restauro dell'antica cripta di San Jacopo: l’annuncio viene dopo cinque anni di impegno volontario, costante e talora faticoso, del Comitato "Il gioiello dimenticato" che dal 2008 si è fatto carico di ridare vita a quello che con ogni probabilità è il bene culturale più antico di Livorno, tanto da poter risalire quasi all'alba della Cristianità.

Un "gioiello" che era rimasto dimenticato, in particolare, all'indomani del terremoto della Pasqua del 1984 che ne aveva imposto la chiusura ed il transennamento per motivi di sicurezza pregiudicandone perciò l'accesso al pubblico.

La nascita del comitato, presieduto dal parroco, don Alberto Vanzi, ed avendo fra i principali promotori Enrico Del Chicca (attuale segretario), ha fornito un impulso determinante nel far prendere coscienza alla cittadinanza di avere fra le mani un qualcosa di inestimabile e che meritava di essere adeguatamente valorizzato: ecco perciò la pubblicazione di un libro sul quartiere di San Jacopo (ora in fase di riedizione riveduta ed ampliata) oppure la notevole mostra iconografica ospitata nel maggio del 2009 ai Granai di Villa Mimbelli.

Nel frattempo grazie al Comitato (formato anche da Riccardo Del Corso, Paolo Faccioli, Enio Fontanelli, Daniela Guarda e Ludovica Barabino, laureanda in storia dell'arte) è stato inoltre possibile rimuovere il transennamento rendendo la cripta nuovamente accessibile e richiamando così parecchi visitatori, taluni addirittura venuti appositamente dall'estero, richiamati dal fascino di quell'antico manufatto medievale.

Alla presentazione dell'avvio dei lavori sono intervenuti, oltre agli esponenti del comitato, i progettisti del restauro ovvero l'ingegner Riccardo Del Corso e l'architetto Fabrizio Giraldi, il presidente della Fondazione Livorno, Luciano Barsotti, l'assessore Mario Tredici e le rappresentanti della Fondazione Maurizio Caponi che come la Fondazione Livorno ha contribuito al finanziamento del restauro: un'opera di ricupero per la quale il comitato ringrazia anche la Provincia, la Circoscrizione 3, il Rotary Livorno, il Lions Porto Mediceo, il Lions Host, la signora Nella Stefanini, l'Arci "Di Sorco", l'Arci "Norfini", l'Arci Livorno, la Banca d'Italia, la Camera di Commercio, la ProLoco San Jacopo, l'architetto Gabriele Martelli, l'ingegner Emanuele Zucca e l'architetto Riccardo Ciorli dell'Archivio di Stato di Livorno.

I lavori dovrebbero concludersi entro Natale sempre che non spunti qualche "sorpresa": il restauro comporta, fra l'altro, la rimozione dell'attuale pavimento della cripta per andare a trovare il livello sottostante originario e potrebbe perciò venire alla luce qualche antico sepolcreto, magari risalenti a svariati secoli fa.

Dobbiamo d'altronde considerare che nel tempo la chiesa di San Jacopo ha conosciuto diversi rimaneggiamenti prima di conseguire l'aspetto odierno. Solo per fare un esempio: in passato la facciata principale ed il portale erano rivolti verso il mare.

Tali susseguenti modifiche hanno inoltre creato attorno alla cripta una serie di locali secondari il cui assetto piuttosto intricato dovrà in seguito essere risistemato. Forse risalente al quarto secolo dopo Cristo, la cripta potrebbe avere ospitato Sant'Agostino e di sicuro San Francesco d'Assisi: dal vicino porticciolo i pellegrini si imbarcavano inoltre per la Provenza per poi proseguire per Santiago de Compostela (fra l'altro i nomi Giacomo, Jacopo e Iago hanno la stessa radice linguistica).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini