Fabbricavano una bomba, arrestati
In manette un sottufficiale della Marina e una guardia giurata: l’ordigno è esploso e il militare ha perso entrambe le mani
LIVORNO. Che ci fanno un incursore della Marina e una guardia giurata in piena notte in un garage sotterraneo in piazza Attias? Fabbricano una bomba con polvere pirica estratta da petardi. Il destino vuole però che l’ordigno rudimentale, per un contatto imprevisto, esploda tra le mani del militare del Comsubin.
La deflagrazione è devastante. Il militare, Marco Piccinini, 36 anni, livornese che lavora a La Spezia, perde entrambe le mani; Marcello Bessi, anche lui 36 anni, guardia giurata a Prato, ha un dito amputato. Entrambi vengono ricoverati d’urgenza. Dopo gli accertamenti dei carabinieri, sono stati arrestati per detenzione e fabbricazione di materiale esplosivo.
A sentire questa storia, difficile non pensare alle cronache del Nordest anni Duemila, quando Unabomber riempiva i media locali e nazionali con i suoi attentati senza apparente ragione. Una situazione diversa a Livorno. Ma spaventa il pensiero che le conseguenze dello scoppio avrebbero potuto essere anche più gravi.
Il garage come laboratorio. Sono le 2.30 circa e i due, amici sin da ragazzini, si trovano in un garage, di proprietà di una terza persona, ma che loro due hanno in affitto da anni. Si tratta di un box usato come deposito di oggetti vari, dall’abbigliamento agli attrezzi. Ma ci sono anche decine di grossi petardi (tipo fuochi d’artificio che si trovano regolarmente in commercio). Secondo i carabinieri, alcuni di questi petardi sarebbero stati svuotati e la polvere pirica che vi era contenuta sarebbe stata usata per costruire un ordigno più complesso. Sempre secondo quanto emerso dall’indagine, all’ordigno è stato abbinato un congegno elettrico. Il confezionamento era ancora in corso quando l’ordigno è esploso tra le mani di Piccinini.
Esplosione violenta. A giudicare dai danni provocati, la bomba rudimentale conteneva una notevole quantità di polvere da sparo, la cui quantità precisa per il momento non è stata definita: sono ancora in corso accertamenti tecnici.
Piccinini è il più grave dei due: lo scoppio gli ha amputato parte di entrambe le mani, di un avambraccio e di un tricipite. I soccorritori lo hanno trovato sconvolto e quasi incapace di parlare. Aveva anche ustioni al volto e al cuoio capelluto. I volontari della Svs giunti sul posto col medico del 118, lo hanno trasportato subito in ospedale. Dopo le medicazioni più urgenti, intorno alle 4.30, è stato trasferito da un’ambulanza della Misericordia al Cto di Firenze: lì è stato portato in sala operatoria per una delicata operazione alle mani. Bessi invece, soccorso dalla Misericordia, è stato ricoverato in ortopedia in città. Ha perso un dito e ha una seria lesione alla mano sinistra. Entrambi sono sorvegliati da pattuglie di carabinieri.
Il soccorso in piazza Attias. A chiedere aiuto al 118 è stato Bessi, che fa servizio a Prato per un istituto di vigilanza che si occupa della sicurezza di vari obiettivi. Lui è il meno grave. I soccorritori delle ambulanze li hanno trovati entrambi in piazza Attias. Ma l’esplosione è avvenuta nel box sotterraneo che poi viene perquisito e messo sotto sequestro dall’Arma.
Le indagini. I carabinieri trovano nel garage decine di petardi. Sono stati perquisiti anche i loro appartamenti ma non è stato trovato nessun elemento utile alle indagini.
Al momento non è stata chiarita la destinazione della bomba. Gli investigatori stanno vagliando varie ipotesi. I carabinieri, guidati da Luigi Perri, capo del Nucleo investigativo, tendono a escludere che i due arrestati stessero confezionando un ordigno per la pesca di frodo: il tipo di polvere da sparo non è compatibile con l’esplosione in acqua. Esclusa anche la pista di natura politica. Gli investigatori, comunque, ritengono che i due amici stessero effettivamente costruendo una bomba. Resta da capire l’uso dell’ordigno.
Qualche risposta potrà venire dall’analisi tecnica dei resti della bomba, che sono stati sequestrati e che gli esperti stanno analizzando.
I due non sono stati ancora ascoltati dai carabinieri vista la loro posizione di arrestati e visto che sono ricoverati in serie condizioni. Gli investigatori non escludono che l’ordigno servisse per commettere un reato: per ora è soltanto un’ipotesi che solo il lavoro della magistratura potrà confermare o smentire.
Tra oggi e domani è prevista la convalida dell’arresto. Le indagini dovranno accertare anche dove e quando Piccinini e Bessi abbiano comprato i petardi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
