Gioco
«Basta con le beghe locali, servono investitori da fuori»
LIVORNO. Giù del 14% i contenitori (su standard che «ci fanno tornare indietro al 2003»), meno 8,3% i traffici ro-ro, meno 40% le auto nuove, e nel complesso il totale delle movimentazioni di merci...
LIVORNO. Giù del 14% i contenitori (su standard che «ci fanno tornare indietro al 2003»), meno 8,3% i traffici ro-ro, meno 40% le auto nuove, e nel complesso il totale delle movimentazioni di merci che cala di quasi otto punti. Non solo: siamo «in arretramento anche rispetto ai principali porti italiani e con un declassamento a livello nazionale e, soprattutto, a livello internazionale». Il Psi parte da qui per puntare il dito contro «gli ultimi quindici anni di errori e mancate scelte sul porto e sulle relazioni d'area»: quanto basta per presentare «un quadro fosco e senza futuro».
I socialisti si affidano perfino al “Lungomai” di Simone Lenzi per denunciare l’immobilismo targato Livorno. Cominciando a dire, ad esempio, che il Prg portuale «dovrebbe individuare ex-novo un modello competitivo sul piano nazionale ed internazionale» anziché limitarsi a «un compromesso di interessi consolidati e di equilibri tra gli operatori».
È per questo che, di fronte ai mille problemi, è «necessario puntare fortemente sulla "natura esogena" dello sviluppo con investimenti da parte di imprese multi-divisionali e/o transnazionali che trasferiscono interi processi produttivi nelle località dove ci sono le condizioni socio-economiche più favorevoli che vanno create». Insomma, «nell'interesse della collettività» le regole e/o i valori globali «devono prevalere su quelli locali, abbandonando la logica dell'isolamento e dell'autosufficienza». Ne consegue che la piattaforma logistica ha bisogno di «una regia unica che declini priorità, strategie e tempi di attuazione possibilmente veloci».
A giudizio della federazione provinciale Psi «quello che oggi non si può più accettare sono le lungaggini sull'attuazione del Piano operativo triennale in ostaggio dei conflitti interni ed in attesa che si determinino accordi ed equilibri tra operatori». Guai ad abbandonare l’idea della Piattaforma Europa, anzi «diventa improcrastinabile» e va stralciata dalle procedure del Prg per accelerarla. Come? Con «una gara internazionale che scelga una partnership strategica con una propria grande rete logistica mondiale e creando nel contempo le migliori condizioni d'investimento». una Piattaforma Europa «integrata con il porto di Piombino, l'aeroporto di Pisa, l'interporto di Guasticce (magari riformulando il suo ruolo strategico)», sarebbe «capace di intercettare ed elaborare non solo i traffici tra nord e sud, bensì anche quelli provenienti da oriente sulla rotta che unisce i giganti produttivi asiatici ai paesi europei».
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