Il Tirreno

Livorno

Fabbricavano una bomba, arrestati i due feriti

Lara Loreti
Fabbricavano una bomba, arrestati i due feriti

Terribile episodio nella notte nella zona di piazza Attias. Un incursore della Marina di 36 anni sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ferito un amico che fa la guardia giurata. Entrambi sono finiti in manette per detenzione di materiale esplosivo, piantonati in ospedale

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LIVORNO. Sono stati arrestati dai carabinieri per detenzione e fabbricazione di materiale esplosivo. E' questa l'accusa verso Marco Piccinini, livornese di 36 anni, sottufficiale incursore del Comsubin a La Spezia e Marcello Bessi, guardia giurata di 36 anni, ex carabiniere. Nella notte sono rimasti gravemente in un garage in affitto sotto piazza Attias feriti mentre fabbricavano una bomba che però durante il confezionamento è esplosa in mano al militare, ferendo anche la guardia giurata. Piccinini  ha perso entrambe le mani a causa dell'esplosione di un ordigno rudimentale,  un grosso petardo artigianale. Un episodio terribile su cui stanno indagando i carabinieri nel tentativo di fare chiarezza. Il fatto è successo alle 2.35. A dare l'allarme è stato Bessi: i due si sono fatti trovare in piazza Attias.

Il più grave è il militare: a causa dell'esplosione ha perso entrambe le mani, un pezzo dell'avambraccio e parte del tricipite. Il giovane era sconvolto e restio a parlare. Aveva anche delle ustioni al volto e al cuoio capelluto. Soccorso dai volontari della Svs giunti sul posto col medico del 118, è stato portato subito in ospedale in città da dove poi intorno alle 3.30, è stato trasferito da un'ambulanza della Misericordia al Cto di Firenze: lì è stato subito portato in sala operatoria per la delicata operazione dell'amputazione.  Bessi invece, soccorso dalla Misericordia, è stato ricoverato in ortopedia. Ha perso un dito e ha una seria lesione alla mano sinistra.

A causare il terribile incidente è stata l'esplosione avvenuta secondo i carabinieri in fase di fabbricazione dell'ordigno. Il fatto è successo nel garage sotterraneo dove, a quanto appreso, i due  custodivano vari oggetti tra cui il materiale esplosivo. All'interno del box i carabinieri hanno trovato un innesco elettronico. In base alla ricostruzione degli investigatori, quando è avvenuta l'esplosione, il militare teneva l'ordigno in mano. Per questo ha avuto in danni più gravi. La guardia giurata era accanto a lui e ha riportato ferite meno gravi.

Da chiarire il motivo alla base della fgabbricazione dell'ordigno. Tra le ipotesi investigative emerse in un primo momento, i carabinieri guidati da Luigi Perri, capo del Nucleo investigativo, tendono a escludere che i due stessero confezionando una bomba per la pesca di frodo: il tipo di esplosivo non è compatibile con l'esplosione in acqua. Esclusa anche la pista di natura politica. Resta da capire l'uso che i due volessero fare della bomba. I due non sono stati ancora ascoltati dai carabinieri vista la loro posizione di arrestati.

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