Il dolore
Alt al bracconaggio scatta la denuncia per un agricoltore
Capriolo investito da un’auto salvato da un medico Gav e polizia provinciale lo liberano nel Parco delle Colline
LIVORNO. Un bracconiere è stato denunciato per porto d'armi abusivo dalla polizia provinciale. Si tratta di un agricoltore di cinquant’anni che è stato sorpreso a Castell'Anselmo da una pattuglia di Gav, le guardie ambientali volontarie, mentre si aggirava con un fucile calibro 28: ma la stagione della caccia è finita da mesi.
«Intendeva sparare alle gazze e alle cornacchie che gli rovinano i campi – racconta Maurizio Trusendi, comandante della polizia provinciale – è stato denunciato per porto d'armi abusivo e per esercizio di caccia in periodo di divieto». La pattuglia delle Gav stava lavorando per un servizio antibracconaggio, ha notato una persona sul ciglio della strada con un oggetto in mano: insospettiti hanno preso il binocolo per avere una visione migliore e per essere sicuri si sono avvicinati. Il cinquantenne aveva il fucile carico e quando le guardie ambientali gli hanno chiesto i documenti, ha dichiarato di non possedere il porto d'armi e di non sapere se l'arma fosse stata denunciata. A questo punto le Gav non hanno potuto far altro, hanno chiamato la polizia provinciale e l'uomo dovrà presentarsi davanti al magistrato.
Altra denuncia ai danni di un livornese, sorpreso mentre faceva il tiro a segno vicino a una strada alla Valle Benedetta. «La carabina è uno strumento di libera vendita e detenzione – dice Trusendi – ma non si può usare in luoghi pubblici quindi l'abbiamo sequestrata». Buone notizie sul fronte della fauna, le guardie provinciali hanno liberato un capriolo nel parco colline livornesi. L'animale era stato investito sulla strada provinciale delle Sorgenti, è stato soccorso e portato dal veterinario.
«Quando viene trovato un animale della fauna selvatica, bisogna avvertire la polizia provinciale – spiega Trusendi – in questo caso la pattuglia reperibile è andata dal veterinario per dargli le direttive che sono previste dal protocollo della provincia». La mattina dopo l'animale si è ripreso ed è stato liberato. A Rosignano Marino è stato recuperato un cucciolo di capriolo dalla polizia provinciale che lo ha portato al Cruma Lipu, il centro recupero uccelli marini acquatici. «La Lipu ha un convenzione con la provincia di Livorno per il recupero di tutti gli animali in difficoltà – dice Trusendi – se si vedono cuccioli nel bosco bisogna lasciarli stare perchè se vengono toccati dall'uomo le madri non li riconosco e li abbandonano».
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