Gioco
«Voleva sfregiarmi il volto con l’acido»
Per mesi minacce di morte, violenze e soldi rubati alla moglie: arrestato dalla polizia un operaio livornese di 41 anni
LIVORNO. Si sono sposati meno di un anno fa. Ma il sogno d’amore, dopo appena tre mesi, si è trasformato in un incubo: minacce (anche di morte), botte, rapine. Perfino coltelli puntati alla gola e il timore di essere sfregiata con l’acido. Un incubo che è terminato solo una settimana fa, quando la donna, livornese di 38 anni, ha preso coraggio e s’è recata in questura, per sfogare tutto il suo disagio. Lui è un operaio specializzato, livornese di 41 anni, lei lavora saltuariamente nel mondo della scuola. E quei pochi soldi che guadagna sono finiti tutti o quasi nelle mani di lui, che l’ha più volte rapinata per impossessarsi del denaro, come emerso dal lavoro della polizia.
Da sabato l’operaio è alle Sughere: è stato arrestato dall’anticrimine della polizia insieme alla squadra mobile. Le accuse sono maltrattamenti contro familiari, ingiurie, rapina, minacce, lesioni e atti persecutori. Un arresto a tempo record: la donna è andata in questura all’inizio della scorsa settimana e dopo pochi giorni l’operaio è stato preso dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare. La giudice, Beatrice Dani, ha accettato la richiesta della polizia giudiziaria coordinata dalla pm Antonella Tenerani, ravvisando la gravità della situazione. Secondo la magistratura infatti la donna era in serio pericolo, per questo il caso è stato valutato come urgente. Tanta la paura provata dalla donna, tale da spingerla a non farsi mai refertare in ospedale, nonostante lividi ed escoriazioni.
Agli agenti della questura la 38enne ha raccontato la sua condizione di vittima continuata dei soprusi del marito. Tutto è iniziato otto mesi fa, quando i due erano una coppia di sposi novelli. Stare in casa per lei era diventata una tortura. Quello che doveva essere il periodo più sereno e spensierato della vita di coppia s’è rivelato un viaggio di angoscia continua. Una vita fatta di ansia e di paura. Ogni volta che il marito tornava a casa da lavoro, lei temeva di essere picchiata, insultata, umiliata e addirittura uccisa. Percosse, minacce con coltelli e oggetti appuntiti, parolacce e insulti senza fine. I rari momenti in cui le cose andavano “bene” facevano sperare alla 38enne che la situazione potesse migliorare, che lui potesse cambiare, addolcirsi, e che tutto potesse risolversi per il meglio.
E invece le offese sono diventate sempre peggiori, le minacce più gravi e le percosse sempre più frequenti. Il caso più eclatante è successo quando, pochi giorni fa, l’operaio (un passato da consumatore di stupefacenti, come accertato dalla polizia) ha minacciato la moglie di svuotarle un flacone di acido in faccia per sfregiarla.
Dopo aver raccolto la testimonianza della donna, gli agenti e la pm hanno chiesto l’ordinanza di custodia cautelare e sabato mattina la polizia ha eseguito l’arresto. L’operaio era in casa, zona San Marco, ed era presente anche lei. Gli agenti hanno effettuato una perquisizione dell’abitazione, dove hanno trovato e sequestrato i coltelli usati per le minacce. Lui non ha opposto alcuna resistenza e ha seguito i poliziotti senza dire nulla.
Ora per la donna arriva la parte più difficile. Cosa accadrà? Per quanto tempo l’operaio resterà in carcere? Lei è rimasta nella casa dove vivevano insieme ma ora ha paura. Paura di quello che potrebbe accadere quando lui uscirà di galera, del futuro, di come affrontare la vita, anche economicamente.
«Il nemico numero uno delle vittime dello stalking e delle violenze è la paura - spiega un esperto che si occupa di questo genere di casi - Quante donne potrebbero liberarsi del persecutore se trovassero subito il coraggio di mandarlo a quel paese? Ma purtroppo la situazione psicologica delle vittime è molto delicata. E trovare il coraggio non è semplice». Il consiglio della polizia è denunciare sempre e comunque le violenze: c’è una rete sociale pronta ad aiutare le vittime, in particolare le donne.
In questi giorni, dopo l’udienza di convalida dell’arresto, dovrebbe già emergere qualche novità. Intanto continuano le indagini per capire se l’operaio si sia reso responsabile anche di altre violenze.
LaraLoreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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