Toscana
Ristoratore accusato di spaccio «Non c’entro e ve lo dimostro»
Alberto Lenzi, 45 anni, titolare di Sorsi e Morsi si difende: ho solo fatto un piacere ad un conoscente, mi hanno perquisito e non hanno trovato nulla
LVIORNO. Alberto Lenzi (a destra con il suo avvocato), 45 anni, titolare del ristorante Sorsi&Morsi è accusato di detenzione ai fini di spaccio e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nella maxi inchiesta per un presunto traffico di droga. Parla perché «non ho nulla da nascondere e voglio difendere il buon nome della mia attività». Secondo l’accusa avrebbe assunto il principale indagato per fargli prendere il permesso di soggiorno. «L’ho preso a lavorare per fargli un piacere, ma lui si presentava di rado, trovava delle scuse, così alla fine l’ho licenziato». Lenzi è anche indagato per aver acquistato di cocaina per poi venderla. «La finanza - racconta - una ventina di giorni fa ha eseguito alcune perquisizione nella mia abitazione, hanno controllato la mia auto e il locale, ma non è stato trovato nulla di nulla. Ecco perché quando siamo andati all'interrogatorio, abbiamo risposto alle domande, pensavamo di aver chiarito la nostra posizione anche perché siamo stati salutati cordialmente. Ma quello che non capisco è che in una delle contestazioni sono accusato di aver acquistato quantità medie di tre etti di cocaina ogni dieci giorni. Se gli inquirenti fossero certi di questo possibile lasciarmi a piede libero? Perché non sono stato arrestato? Tutte le altre persone coinvolte nell’indagine, infatti, adesso sono in galera. Io no, ci sarà un motivo».
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