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Ecco gli ispettori ambientali ma non potranno fare multe
Sono 22 dipendenti Aamps: da giugno in 6 gireranno tra i cassonetti e le stazioni ecologiche Faranno informazione e accertamenti: per sanzionare, però, dovranno chiamare i vigili
LIVORNO. In città arrivano gli ispettori ambientali. Una sorta di 007 del rifiuto che da fine giugno gireranno tra i cassonetti per controllare che televisori, divani e sacchetti dell’immondizia non vengano abbandonati agli angoli delle strade. Ma anche per fare informazione e cercare di incrementare la raccolta differenziata. La parola “ispettore”, però, non inganni: questi nuovi operatori avranno di fatto poteri limitati perché non potranno fare direttamente le multe (anche salate, fino a 500 euro), ma dovranno contattare i vigili urbani, che a quel punto faranno scattare la sanzione. Ma quanti sono? Cosa possono fare in concreto? E a chi rispondono?
Per istituire questa nuova figura il consiglio comunale ha approvato una modifica al “Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani e assimilati”. Modifica che, a dirla tutta, aveva già avuto l’ok della giunta più di tre anni fa. Incassato il via libera del consiglio (arrivato senza voti contrari), servirà un disciplinare e la definitiva ordinanza del sindaco.
Come chiarito dal dirigente Leonardo Gonnelli e dal nuovo assessore all’ambiente, Massimo Gulì, che ha ripreso in mano e portato a termine la procedura, ad entrare in attività a fine giugno saranno sei ispettori. A seguire il corso organizzato dalla municipale e dai dirigenti dell’ufficio Strategie ambientali sono stati, però, in 22, in vista di un futuro incremento del servizio. Il 18 giugno è fissato l’esame di idoneità che per la prima volta, seguendo l’esempio di altri comuni che lo hanno fatto da tempo, formerà una sorta di operatori ecologici di quartiere.
I futuri ispettori sono tutti già dipendenti di Aamps. Quindi, si legge nella delibera, «non ci saranno maggiori spese per l’amministrazione».
Gli ispettori potranno fare «educazione ambientale attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza» e attività di «vigilanza e controllo». Dove? Soprattutto intorno alle isole ecologiche, ai centri di raccolta e nelle aree segnalate come critiche per il cattivo conferimento dei rifiuti. Potranno fare indagini per risalire a chi ha abbandonato di tutto un po’ al cassonetto, purché non ci siano violazioni della privacy: ad esempio possono frugare in un sacchetto, solo se già aperto.
Attenzione: all’inizio l’ispettore ambientale è stato pensato come un incaricato di pubblico servizio, che può fare accertamenti ma non ha titolo per chiedere i documenti. Un’arma spuntata di fronte a chi commette le violazioni. Dopo le richieste arrivate in commissione per evitare inefficacia e bluff, Gulì ha fatto sapere che il Comune e i vigili stanno verificando se dal punto di vista normativo sarà possibile, nella futura ordinanza, parlare di pubblici ufficiali. In questo caso gli ispettori potrebbero chiedere i documenti e redigere i verbali. Ma a fare le sanzioni dovrà comunque ancora essere, per legge, la polizia amministrativa.
Gli ispettori avranno un cartellino di riconoscimento. Aamps attiverà un numero e una casella di posta elettronica per contattarli.
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