Gioco
Sfilata di pm e giudici in tribunale
False sentenze, ascoltati come testimoni nel processo a Filippi
LIVORNO. Sfilata di giudici, pm e funzionari dell’Agenzia delle Entrate ieri mattina in tribunale a Genova per il processo sulle sentenze false a Donato Filippi, noto tributarista livornese di 55 anni, soprannominato “mago della truffa”. I magistrati sono rimasti vittime di un meccanismo truffaldino che secondo la Procura avrebbe messo su lo stesso Filippi.
L’accusa riguarda la fabbricazione di sentenze e lodi arbitrali inesistenti, creati ad arte per accaparrarsi diritti su immobili che poi, secondo la procura, il consulente fiscale rivendeva. Tra i reati contestati ci sono contraffazione di sigilli di atti giudiziari, induzione in errore di pubblici ufficiali per la redazione di atti falsi e formazione di atti giudiziari falsi.
Ieri mattina hanno testimoniato varie persone tra cui il pubblico ministero livornese Giuseppe Rizzo, la giudice Elsa Iadaresta e il vice procuratore capo Antonio Giaconi, entrambi a Livorno fino a qualche tempo fa e oggi a Pisa. Tra i testimoni ascoltati in tribunale anche Rinaldo Merani, che al tempo delle finte sentenze prestava servizio nello ufficio gip di Livorno, e l’ex sostituto procuratore Mario Profeta. Ascoltato anche l’avvocato Siniscalchi di Milano.
I magistrati ieri hanno testimoniato che nell’esercizio della loro attività lavorativa si sono imbattuti nel nome di Filippi come indagato e imputato.
Tra le vittime di questo giochetto ci sono anche geometri, impiegati pubblici e altri, oltre ad associazioni in tutta Italia. L’inchiesta, partita a Livorno nel 2006 e condotta per 4 anni dalla Finanza e dal pm Gianfranco Petralia, è stata trasferita a Genova due anni fa proprio per la presenza di magistrati fra le vittime. (l.l.)
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