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Livorno

Labronica, i lavoratori rischiano il posto. E l’ippodromo è ko

Labronica, i lavoratori rischiano il posto. E l’ippodromo è ko

In consiglio il sindaco dice che se non viene tutelata la convenzione col ministero, rimettendo in sesto l’ippodromo, i dipendenti rischiano il licenziamento. Ma i lavoratori restano in sciopero e fanno resistenza passiva alla pulizia degli operai del Comune

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LIVORNO. «Dobbiamo rimettere in sesto il Caprilli e tutelare la convenzione col ministero, perché se la perdiamo il futuro dei lavoratori della Labronica non può che essere il licenziamento». Lo ha detto il sindaco Alessandro Cosimi in consiglio comunale mentre i lavoratori della società livornese (in sciopero fino al 31 maggio) hanno fatto resistenza passiva alla pulizia affidata lunedì direttamente agli operai del Comune.

Il ministero ha già sospeso i pagamenti dovuti alla Labronica per le corse gestite lo scorso anno attraverso Alfea. Lo ha fatto mettendo nero su bianco che l’impianto, oggi, è in stato di abbandono. Tutto mentre è scattato il conto alla rovescia per l’inizio delle corse, che dovrebbero essere affidate ad Alfea e dovrebbero partire il 13 giugno.

I venti dipendenti della Labronica in cassa integrazione sono stati richiamati al lavoro, ma si rifiutano di rientrare fino a quando «non avremo certezze sul nostro futuro e non vedremo i piani di impresa di tutte le società che dovrebbero riassumerci». Ovvero Alfea per la parte delle corse, una onlus per il campo da golf da costruire in Banditella e una società di equitazione tra il Caprilli e la Ceschina.

Sempre in consiglio Cosimi ha ripetuto che «stiamo lavorando per rimettere tutti al lavoro, abbiamo proposto un protocollo di intesa ma al tavolo sindacale i lavoratori si sono alzati e se ne sono andati. Se credono di essere dipendenti comunali sono liberi di fare vertenza: in Comune non entrerà nessuno senza concorso».

Intanto il Caprilli è in stato di abbandono: la pista, come mostrano le foto, sembra un campo di grano, l’erba cresce dappertutto, tavoli e sedie sono sparsi a terra, accanto alle strutture sbarrate.

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