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Ciao Von Schoenberg pioniere animatore delle notti livornesi
È morto a 70 anni Marko, ex gestore della discoteca Topsy Impresario, discografico e musicista come moglie e figlie
LIVORNO. Quel “Buon rock’n’roll a tutti... e... sciocchezze” era un po’ il suo slogan, sintesi perfetta di una vita innamorata della musica e di uno spirito d’iniziativa capace di minimizzare e disintegrare tutte le difficoltà («sono un ariete con ascendente ariete» diceva). Ma la sua energia, la sua testardaggine, il suo ottimismo, non gli sono servite negli ultimi tre anni per sconfiggere la malattia che negli ultimi mesi si è aggravata portandoselo via.
Ragazzo degli anni Sessanta, impresario, produttore e musicista anche negli anni a seguire, Marko Von Schoenberg aveva 70 anni e si è portato via con sé un pezzo della nostra storia. La storia della Livorno delle band, rock, dei primi pub e dei primi concerti live. Il locale più famoso che ha gestito in città è stato il Topsy in via della Bassata, ma in realtà la sua biografia, madre fiorentina e padre russo, è piena zeppa di nomi di artisti famosi con cui ha lavorato, rassegne che ha organizzato, dall’Inghilterra alla Germania, passando per gli States, facendo comunque sempre base a Livorno. E quello di cui andava più fiero era la sua famiglia, “The Schoenberg Family”: la moglie Anna Maria, le figlie Bibi e Helena che ora non possono concepire di dover andare avanti senza di lui. Tutte e tre musiciste e Bibi che lavora per radio Deejay, cantautrice di musica pop, rock, blues e soul, non si dà pace «perché lui è stato tutto per me, il mio manager, il mio punto di riferimento».
Un padre conosciutissimo da tutti (domenica allo stadio uno striscione era per lui, ciao grande Marko Topsy), lui che aveva portato il primo pub in Italia, e proprio a Livorno (“Il piccolo ranch”, ad Antignano, ed era il 1967), che ha vinto premi internazionali sia per la sua attività di discografico che per quella di musicista. Che in 50 di carriera il mondo della musica l’ha vissuto da mille angolazioni...
«Con Marko Schoenberg - dice Maurizio Silvestri, giornalista e maestro di arti marziali -, se ne vanno uno showman, un istrione, un personaggio di quelli con la P maiuscola. Ed anche una buona fetta dei nostri anni Settanta. Di noi che lo abbiamo conosciuto al Topsy di Tirrenia, ovvero al bagno Arcobaleno che lui, Marko, in inverno aveva trasformato in un misto tra il pub, la discoteca, un luogo di spettacolo dove tutti potevano diventare attori e mostrare cosa sapevano fare». Marko, sapeva tenere tutti al loro posto. Sapeva scherzare, ridere e far ridere gli altri.
«Era davvero un geniaccio nel suo genere – ricorda ancora Silvestri - ricco di intuizioni che sapeva trasformare in spettacoli da presentare nei locali. Oltre al Topsy di Tirrenia c'è stato quello di Livorno ma anche tante discoteche in tutta la penisola. Tra le sue intuizioni migliori ce n'è stata una fondamentale: rendere le arti marziali uno spettacolo. È stato lui con me, il precursore delle musical form. Insieme abbiamo fatto i primi spettacoli ad Aviano, nella base militare americana, abbiamo portato tanti spettacoli nelle Tv private dell'epoca. Mi ricordo poi le trasmissioni demenziali alle radio: "Dai Maurizio, facciamo una scazzation… "E via. A ruota libera, come libere erano quelle radio, come noi all'epoca. Come Marko che di imposizioni e padroni non ne ha mai voluti….».
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