Gioco
Ora il Comune farà pulire l’ippodromo ai suoi operai
Decisione estrema dopo lo sciopero no-stop dei lavoratori della Labronica e il blocco dei soldi ministeriali. Oggi il via con gli addetti al verde e agli impianti
LIVORNO. Il Comune dovrà mandare i suoi operai a pulire il Caprilli e a riaccendere gli impianti. È l’ennesimo capitolo, a quanto pare necessario, di una vicenda già complicata che giorno dopo giorno si sta facendo sempre più difficile.
Stamani i dipendenti di Palazzo Civico (gli addetti al verde e alle manutenzioni) raggiungeranno il Caprilli per tagliare l’erba e verificare il funzionamento degli impianti: irrigazione, luce e tutto ciò che serve a far galoppare il comparto. Ci andranno loro, perché gli operai della Labronica Corse Cavalli, dopo due richiami formali di rientro al lavoro, hanno deciso di prolungare lo sciopero fino al 31 maggio.
E così il Comune si è trovato costretto a far intervenire direttamente i suoi dipendenti: la decisione è stata presa dai vertici della macchina amministrativa, in primis dal segretario generale, Antonio Salonia, dopo che l’assemblea dei dipendenti della Cgil non ha dato i frutti sperati dal Comune: all’incontro si sono presentati solo in otto, gli altri dodici hanno deciso di affidarsi a un legale.
Tutto mentre il ministero - come ha anticipato ieri il Tirreno – ha congelato i pagamenti dovuti alla Labronica per le corse gestite al Caprilli nel 2012 attraverso Alfea. A Roma, infatti, hanno messo nero su bianco che a oggi l’ippodromo livornese risulta in stato di abbandono e inagibile.
Una doccia fredda, in un momento già delicatissimo per l’ippica italiana (in crisi nera di risorse e di prospettive) e per Livorno. Il liquidatore della società ha comunicato al tavolo con amministrazione, lavoratori e sindacati di avere già fatto opposizione, garantendo il ripristino immediato delle strutture.
Intanto congelati a Roma ci sono più di 100mila euro: pane per una società al cento per cento del Comune (che l’ha acquistata nel 2010 al costo simbolico di un euro), in liquidazione e a rischio fallimento, con un debito di quasi tre milioni.
Senza considerare che le corse dei cavalli dovrebbero partire, sotto la gestione della società pisana Alfea, il 13 giugno. Dal Comune parlano quindi di «ripristino necessario per riavere i soldi del 2012 e scongiurare l’eventuale ritiro della convenzione col ministero». Che a questo punto farebbe saltare tutto il banco.
Il sindaco nelle ultime settimane ha proposto un progetto a tre gambe per rimettere al lavoro i venti dipendenti tra il 2013 e il 2014: una parte sarebbero assunti da Alfea che avrà il Caprilli per trent’anni, una parte da una onlus che dovrebbe gestire un campo da golf in Banditella e una parte da una società di ippica (di cui al momento non sono state rese pubbliche informazioni) che lavorerebbe tra il Caprilli e la Ceschina. I dipendenti della Labronica hanno incrociato le braccia chiedendo maggiori garanzie.
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