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Livorno

perché andare via

«Non se ne può più Qui non si dorme noi ci trasferiamo»

«Non se ne può più Qui non si dorme noi ci trasferiamo»

LIVORNO. «Viviamo in via della Madonna da 5 anni, ma mai come in questi ultimi mesi abbiamo passato notti insonni. La situazione è assurda: c’è una confusione insopportabile. E il brutto è che se ti...

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LIVORNO. «Viviamo in via della Madonna da 5 anni, ma mai come in questi ultimi mesi abbiamo passato notti insonni. La situazione è assurda: c’è una confusione insopportabile. E il brutto è che se ti svegli e poi non ti riaddormenti più».

Lasciare la Venezia, per chi la ama, è come appendere la bici al chiodo, smettere di correre o andare in pensione quando si ha ancora voglia di lavorare. Eppure c’è chi vive questa scelta come una necessità. È il caso di una coppia di livornesi - che abita sopra al bar la Strega in via della Madonna - che ha deciso di lasciare l’appartamento dove vive ormai da anni per cambiare zona. I due coniugi lavorano in centro e per loro abitare nella Venezia è un lusso. Ma da qualche mese a questa parte sono esasperati dagli schiamazzi che ci sono sotto le loro finestre.

«Il punto è che noi in casa non ci stiamo più bene perché tutti i weekend noi passiamo le notti in bianco - dice lui - Mia moglie ed io lavoriamo tutto il giorno e quando torniamo a casa siamo distrutti, non desideriamo altro che riposare. Be’ questo diritto ci viene negato e noi ci siamo stufati. Approfittiamo del fatto che siamo in affitto per cambiare proprio zona. E ci dispiace».

Il caos va avanti fino all’alba: «A volte - afferma la coppia -sono le 5 e sembra mezzogiorno. Quando va bene si sente “solo” un insistente vociare e risate varie. Ma accade di frequente che la gente gridi: ci sono ragazzi che fanno proprio cori da curva, sembra di stare allo stadio».

Non solo confusione, anche altri disagi. «La gente in via della Madonna la sera sta fuori, sulla strada, seduta sulla spalletta - dice lei - Alle nostre finestre arriva di tutto: a volte nel pieno della notte si sente una puzza di fritto insostenibile: evidentemente c’è qualche locale che frigge e non so se sia regolare a quell’ora. In più, i ragazzi fumano di tutto e le vampate ci arrivano in casa. Io ho anche figli piccoli: ma si può continuare così? Una volta mi sono ribellata dalla finestra e sono stata insultata».

E c’è allarme per l’estate. «Se in questi mesi invernali abbiamo sofferto così, io non oso immaginare cosa potrà accadere in estate - afferma il marito - quando oltretutto col caldo a me piacerebbe tenere come sempre le finestre aperte. Ma sarà impossibile. Mi metto nei panni di chi per necessità non può cambiare casa: che sofferenza».(l.l.)

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