Il Tirreno

Livorno

perché restare

Il presidente dei locali «Bagni pubblici e all’una tutto chiuso»

LIVORNO. Daniele Simoni, 38 anni, presidente del centro commerciale naturale, non ha nessuna intenzione di lasciare la Venezia. Anzi. La ricetta per migliorare la situazione e far convivere movida e...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Daniele Simoni, 38 anni, presidente del centro commerciale naturale, non ha nessuna intenzione di lasciare la Venezia. Anzi. La ricetta per migliorare la situazione e far convivere movida e sonno a suo parere esiste ed è fatta di «rispetto», orari di chiusura «non oltre le 1,30» e alternative che la città possa offrire ai più giovani che non vogliono andare a letto per finire la serata.

«Il quartiere - spiega - deve essere il fiore all’occhiello e l’orgoglio di tutti i livornesi ecco perché affinché tutti possano convivere serve una cosa: il rispetto tra commercianti, clienti e residenti. Per quello che riguarda noi esercenti abbiamo tutto l’interesse a tenere la zona in ordine, ecco perché stiamo cercando di migliorare la situazione che ci rendiamo essere in certe situazioni difficile. I residenti - ammette - si lamentano con giusta ragione che la gente fa i bisogni per strada o negli androni dei palazzi e noi abbiamo chiesto al Comune di installare dei bagni pubblici. Dicevano che i clienti spaccavano le bottiglie di vetro e tra qualche giorno speriamo che l’assessore Paola Bernardo emani un’ordinanza nella quale vieti definitivamente l’uso delle bottiglie di vetro nei locali. Molti esercenti, è bene dirlo, già lo fanno, ma in questo modo tuteleremo i residenti e impediremo che qualcuno si diverta a spaccare bottiglie per strada».

Chi si lamenta della confusione cita spesso la confusione che si protrae fino alle 5 del mattino.

«Il problema è che i giovani molto spesso non hanno locali dove andare a finire la serata. La Venezia deve essere un luogo di ritrovo fino alle 1,30 non certo un posto dove le discoteche stiano sotto ai palazzi. I locali della zona devono chiudere, come fanno La Boteguita oppure la Svolta e poi i ragazzi che non hanno sonno dovrebbero avere alternative: locali vicini dove andare a finire la serata senza dover prendere la macchina e andare fino a Viareggio. Questo a Livorno soprattutto il venerdì è un problema. Lo abbiamo visto durante le due settimane in cui il Teatrino (The Cage ndr) è stato chiuso. In Venezia si è riversata tutta quella gente che solitamente si trasferisce la aumentando così la confusione e l’orario si sono protratti più a lungo».

(f.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web