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Muore a 44 anni il presidente dei militari livornesi
Si è accasciato a terra mentre era a casa con un’amica «Il suo lavoro era per lui una missione». Disposta l’autopsia
LIVORNO. Giovedì sera ha salutato le segretarie dell’Assoarma, l’associazione dei militari che ha sede in piazza Guerrazzi e di cui era presidente. Poco prima, tutti insieme, avevano fatto aperitivo. «Il suo rigorosamente analcolico», raccontano il giorno dopo due colleghe domandandosi se quello che stanno vivendo sia la realtà.
Il resto della serata l’ha passata a casa, in via Coccoluto Ferrigni, assieme a un’amica. Intorno alle 23 i primi sintomi del malore. «Ho uno strano dolore alla testa», poi è caduto a terra. Il resto è stato inutile: la chiamata al centralino del 118, la corsa in ospedale.
Luca Bilanceri aveva appena 44 anni ed era tenente di Cavalleria. Tutti, il giorno dopo la sua morte, lo ricordano come una persona «iperattiva», a volte perfino «troppo testarda» nel raggiungere i suoi obiettivi. «Le ultime due battaglie che aveva intrapreso - ricorda un amico - riguardavano la sede Assoarma entrata in strano giro di eredità e la ricerca della verità su stragi storiche ancora irrisolte».
Sul corpo del tenente ieri è stata eseguita l’autopsia per accertare le cause della morte, probabilmente un aneurisma, e verificare possibili malattie genetiche. La camera ardente - come annunciano i familiari sul profilo Facebook del militare - aprirà stamattina alle 8,30 alla chiesa dell’ospedale mentre funerali si svolgeranno alle 11,30. «La famiglia Bilanceri - scrivono in un messaggio - ringrazia tutte quelle persone che hanno dimostrato vicinanza e affetto a Luca, il vostro numero basterebbe già come metro di misura del valore umano di quello che era nostro figlio e fratello. A tutti voi, un abbraccio sincero».
Bilanceri era presidente da molti anni dell’associazione Arma di Cavalleria di Livorno e dal 2010 è stato nominato presidente anche di Assoarma e dell’associazione Artiglieri. «Si occupava di far star bene i militari che abitavano qui da noi», spiega il suo vice.
«Era una persona molto dinamica - è il ricordo dell’associazione - con uno spirito intraprendente. Era sempre pronto ad aiutare tutti, in particolare i soci e le famiglie dei militari in difficoltà. Aveva fatto del suo lavoro una missione di vita, anzi la vita stessa, tanto che passava tutte le sue giornate con entusiasmo e dedizione in ufficio e se la sede avesse avuto una sala ristori con brandina, ci avrebbe anche dormito. La sua assenza è stata immensamente avvertita da subito, ma tutte le associazioni di cui era presidente, i suoi collaboratori, i suoi successori si adopereranno perché il lavoro che ha iniziato e fatto in tanti anni continui».
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