La protesta
La mareggiata devasta i bagni Pancaldi chiusi per due giorni
Giorgio Bonaventura: «In mezzo secolo una decisione simile l’avevo presa una volta sola» Ai Lido sono finiti sui fondali duecento tra lettini, sdraio e ombrelloni. Roma trasformati in un lago
LIVORNO. “Oggi causa maltempo lo stabilimento resta chiuso”. Giorgio Bonaventura, memoria storica dei balneari livornesi, ricorda che una decisione così era stato costretto a prenderla una volta sola in mezzo secolo passato al timone dei Pancaldi. «Era l’agosto di vent’anni fa, il colpevole fu ancora il libeccio: fu così violento che ci distrusse addirittura il solarium. E per una questione di sicurezza fummo costretti a sospendere la stagione per due giorni. Pensavo che una cosa del genere non sarebbe più accaduta e invece...». E invece ieri il cartello “chiuso” è comparso di nuovo sulle inferriate degli ingressi dei Pancaldi e di Acquaviva. E oggi ci resterà. «Riapriremo domenica, molto malandati», dice Bonaventura.
Colpa della super-mareggiata di cui molti livornesi in realtà non si sono neanche accorti. Ma che ha picchiato forte nella notte tra giovedì e ieri. Scatenata da un libeccio ad oltre sessanta chilometri orari, che ha prodotto onde alte quattro, cinque, addirittura sei metri, come spiega Riccardo Stefanini, dirigente della Protezione civile.
La punta più alta della burrasca si è toccata mentre sorgeva il sole. Erano le cinque di mattina e in molte zone il mare arrivava ad invadere il viale Italia finendo col sommergere gli stabilimenti balneari. Quelli che registravano più danni erano i Pancaldi, i Roma, i Lido ma le onde creavano il caos anche a Quercianella, prendendosela in particolare con i Calabianca. Il conto parla di diverse decine di migliaia di euro.
Ai Pancaldi sparivano letteralmente le due spiaggette dei bambini, il mare sradicava e spostava le cabine in legno dietro la direzione, le porte divelte, le sedie e i tavoli trascinati in acqua e ritrovati qualche ora più tardi alla terrazza Mascagni e al moletto di piazza San Jacopo, le cabine in tela strappate e invase dalla sabbia.
Le foto in queste due pagine parlano più di mille parole. I bagni Roma ad Antignano si trasformavano in un vero e proprio lago: «Siamo sott’acqua - commentava il titolare Andrea Picchi -, dall’alba siamo in quindici a lavorare ma non è facile. Il mare è entrato nelle cabine, ha sfondato le porte, le ha invase portando detriti ovunque. Eravamo stati previdenti, avevamo arretrato il materiale, ma non è bastato».
Tre chilometri più in là, il quadro è simile. Ai bagni Lido il proprietario Riccardo Ganni, affacciato al molo insieme al suo staff ha gli occhi puntati verso i fondali. Lì ci sono duecento tra lettini, sdraio e ombrelloni. «E’ colpa mia - racconta -. Ieri sera (giovedì, ndr) avrei dovuto far togliere ogni cosa». Se può farlo sentire meno in colpa, gli diciamo che dalla Protezione civile spiegano che i moduli di riferimento del Lamma non prevedevano l'altezza d'onda che si è verificata. Ma la consolazione è magra davanti a quel panorama. «Il mare ha travolto tutto, spazzando via più di metà del nostro materiale. Adesso stiamo cercando di recuperare qualcosa, ma le onde ci impediscono di lavorare. E quel poco che è stato riportato a riva dalla corrente è distrutto», commenta Ganni. Aggiungendo: «Nonostante questo staremo aperti».
Mentre ci dirigiamo a Quercianella continua a soffiare libeccio, anche se in scaduta, tanto che i surfisti spuntano nelle acque dei Tre Ponti, dopo esser passati dalla spiaggia invasa da alghe, rami, tronchi e plastica, tra cui una distesa di ombrelloni distrutti fa bella mostra di sè.
Arrivati a Quercianella, ecco l’ultimo flash di questo brutto weekend che doveva essere il primo della stagione balneare 2013: il pattino rosso dei bagnini rovesciato e sommerso dalla schiuma dei cavalloni è l’immagine di un altro stabilimento sommerso dal libeccio.
Per la giornata di oggi dalla Protezione civile non arrivano ancora buone notizie: vento di libeccio, ma meno intenso, fino a metà mattina e poi pioggia. Domani dovrebbe tornare il sereno. Magari anche sui bagni.
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