Gioco
«Dopo il primo colpo hanno preso coraggio Ora più vigilanza»
LIVORNO. «Non direi che i banditi ci abbiano preso di mira, direi invece che dopo il primo colpo della fine di aprile hanno preso coraggio. Ecco perché nei prossimi giorni aumenteremo il servizio di...
LIVORNO. «Non direi che i banditi ci abbiano preso di mira, direi invece che dopo il primo colpo della fine di aprile hanno preso coraggio. Ecco perché nei prossimi giorni aumenteremo il servizio di vigilanza all’esterno della sala giochi così da scoraggiare nuovi episodi simili».
Piero è il responsabile di zona della Adria Gaming, la società che da quattro anni gestisce la sala Admiral di via degli Avvalorati. Il giorno dopo la rapina è all’interno della stanza dove a turno i quattro dipendenti del mini casinò di Livorno si alternano. «Ai nostri ragazzi che si trovano nella situazione nella quale si è trovato Mirko l’altra sera diciamo di non fare gli eroi, di assecondare i malviventi, di dargli ciò che vogliano perché quei soldi sono assicurati».
Uno alla volta arrivano anche gli altri dipendenti della sala e i primi clienti della mattinata.
«Le sale slot - dicono in coro - non sono il male del nostro tempo come non lo sono i tabaccai perché vendono le sigarette oppure i bar perché vendono alcolici. Come tutte le cose dipende dall’uso che ne fanno i clienti. Se una persona prende un’oretta del suo tempo e gioca per svagarsi è un passatempo, non a caso queste si chiamano attività di intrattenimento. Ma se il gioco diventa una ragione di vita allora è un problema come ce ne sono tanti che rovinano la vita alle persone. Poi ci sono dei luoghi comuni, ad esempio nei conti delle società non c’è niente di segreto e non c’è possibilità di evasione».
Dentro alla sala di via degli Avvalorati ci sono dodici postazioni. «È raro che tutte siano occupate, di solito ci sono sei, sette persone, al massimo dieci. Ma non è quello che conta è quanto il cliente resta seduto». Arriva uno che ha vinto e chiede di essere pagato.
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