Il Tirreno

Livorno

«Dammi i soldi o ti ammazzo» La notte di terrore in sala giochi

di Federico Lazzotti
«Dammi i soldi o ti ammazzo» La notte di terrore in sala giochi

Ecco le immagini dei due banditi che giovedì sera hanno svaligiato il locale in via degli Avvalorati Il dipendente ha cercato di reagire, poi le minacce e la fuga a piedi con il bottino: migliaia di euro

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. L’orologio segna le 22,52 di giovedì sera. Dentro alla sala giochi Admiral di via degli Avvalorati, due passi dal Comune e tre dalla Questura, le luci gialle e verdi delle slot-machine e quelle blu dei neon sono ancora accese, ma all’interno delle due stanze nessuno giocatore calpesta la moquette a rombi in stile casinò.

Mirko, il dipendente del turno di chiusura, ha appena lasciato il gabbiotto dove per sei ore al giorno cambia soldi e paga le vincite ai clienti tenendo sotto controllo le dodici macchinette sistemate lungo le pareti.

«Sono andato a chiudere la porta quattro - ha raccontato alla polizia - quella che dà sulla corte interna del palazzo, poi avrei sbrigato altre due cose e me ne sarei andato a casa».

Quello che è avvenuto al suo ritorno lo hanno registrato le telecamere interne e quella all’ingresso del locale.

Dalle registrazioni si vede il dipendente venire incontro alla telecamera a passo svelto, indossa una camicia bianca e dei pantaloni verdi. Ha l’andatura di chi è a suo agio mentre svolge la sua routine quotidiana, quasi sorride mentre svolge le ultime mansioni della giornata. Poi d’improvviso si blocca, cambia espressione, sembra pietrificato.

Due fotogrammi più tardi, dalla parte bassa dell’inquadratura, spunta il motivo, c’è un uomo all’interno della sala, è il primo dei due rapinatori. Mentre Mirko stava chiudendo la porta sul retro è entrato assieme ad un complice da quella principale: ha un cappuccio grigio in testa, un giubbotto verde che gli arriva sotto alle ginocchia, i pantaloni scuri, in mano ha una pistola che punta contro il dipendente. Il giovane, a questo punto, fa due passi indietro. «Dammi i soldi», avrebbe detto il bandito andandogli ancora più vicino.

In questi casi il consiglio ai dipendenti della società proprietaria delle sale giochi, Adria Gaming con sede a Rimini, è lo stesso che danno i vertici degli istituti bancari: «Non fate gli eroi e consegnate quello che vi chiedono».

Mirko, nonostante le direttive accenna una piccola reazione, lui ha il fisico e saprebbe anche come difendersi, magari in un corpo a corpo. Così si avvicina allo sgabello che è all’angolo della stanza, ma prima di poterlo afferrare si blocca di nuovo. Il primo rapinatore gli si è fatto ancora più vicino, adesso tiene l’arma con tutte e due le mani e ha le la braccia tese di chi è pronto a sparare puntando dritto alla faccia. «Non fare il furbo perché ti ammazzo», è la minaccia.

È a questo punto che entra in scena anche il secondo bandito. Anche lui ha il volto coperto dal cappuccio del giaccone nero. Ha una borsa chiara a tracolla e ha un’arma nella mano destra. Da come si muovono i rapinatori si capisce che si sono divisi i ruoli. Il più basso deve tenere a bada il dipendente, mentre l’altro ha il compito di entrare all’interno del gabbiotto dove viene custodito il denaro. È in questa stanzetta che dà sull’esterno attraverso la fessura di un vetro che dopo le minacce avviene la consegna dell’incasso e del fondo cassa. «Erano i soldi dell’incasso», racconta il responsabile di zona. Poi la fuga dei banditi per le strade del centro. E la chiamata del dipendente all’istituto di vigilanza convenzionato con la sala giochi. «Mi hanno rapinato, venite». Non sono ancora scoccate le 23 quando il film del terrore si conclude. «Non mi hanno ferito, sto bene», ha detto il dipendente agli agenti che sono arrivati in via degli Avvalorati poco dopo per ricostruire la rapina, la seconda alla stessa sala giochi in meno di un mese.

Lo scorso 26 di aprile era stato un bandito solitario ad aggredire, sempre all’orario di chiusura la dipendente minacciandola con un’arma e facendosi consegnare quasi tremila euro. «Probabilmente era straniero, di carnagione scura», disse la ragazza. Le stesse caratteristiche dei due rapinatori che hanno svaligiato la sala giochi giovedì sera.

Ecco perché non è escluso che ad agire passa essere stata la stessa persona che stavolta però si è fatto spalleggiare da un complice.

Il filmato da cui sono tratta le immagini che pubblichiamo qui sopra e che raccontano il film della rapina sono state acquisite dagli uomini della squadra mobile della polizia. «La registrazione - racconta chi indaga - ha una qualità molto buona, ma ha un problema: i malviventi sono stati ripresi per tutto il tempo di schiena».

Un particolare che fa dell’indagine una strada in salita.

@fedelazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web