Gioco
Babele di scadenze e proroghe occhio agli evasori involontari
Centinaia di livornesi devono ripresentare la dichiarazione perché hanno fatto la compensazione per l’acconto della tassa sulla casa (poi slittato). L’allarme del Caaf Cgil: attenti alle dimenticanze
LIVORNO. Nel guazzabuglio di modifiche, proroghe e slittamenti che contraddistingue come un flagello biblico le scadenze-chiave del nostro rapporto con il fisco, ecco che i contribuenti rischiano di trasformarsi in evasori involontari, magari inciampando in una serie di guai perché non hanno ben compreso alcune novità che sono arrivate in extremis. A cominciare dall'Imu.
Colpa anche del susseguirsi dei cambiamenti in corsa che modificano la normativa troppo a ridosso delle scadenze. E se a livello nazionale le categorie dei professionisti hanno insistito nei confronti del governo, su scala locale a suonare il campanello d'allarme è Daniele Mercati, responsabile del Caaf Cgil.
È una preoccupazione che deriva da alcuni segnali: come l'abbassarsi del numero delle richieste relative alla solita sfilza di obblighi fiscali. «Ad esempio, – afferma – nell'opinione pubblica è passato il messaggio che non c'è da pagare l'Imu. In realtà, lo slittamento riguarda chi è proprietario dell'alloggio in cui vive. Per chiarire: deve pagare chi ha magari solo una casa ma non è quella dove abita, chi ha un alloggio dato in comodato ai figli, chi ha un garage che sta in un'altra zona e non è di pertinenza dell'abitazione. Sono solo alcuni dei casi in cui il pagamento resta: c'è il rischio che, dopo tutta questa grancassa sull'Imu slittata, questa tassa finisca fuori dal radar e resti esclusa dalle mille preoccupazioni quotidiane dei cittadini alle prese con le scadenze». Dal Caaf ricordano che la scadenza è il 16 giugno e che l'acconto è «la metà dell'importo calcolato sulla base dell'aliquota dello scorso anno».
Non basta: per alcune centinaia di contribuenti livornesi (sono «oltre 100mila a livello nazionale» secondo la Consulta dei Caaf) sarà indispensabile rifare daccapo non solo i calcoli ma anche il 730. Avevano fatto la compensazione e ora devono rimetter mano alla dichiarazione dei redditi se non vogliono perdere il credito fiscale che gli deriva dallo slittamento della scadenza relativa all’Imu.
A dare bene il segno dell’incertezza che regna in questo campo è il fatto che perfino sul sito dell’Agenzia delle Entrate si avverte che «le scadenze potrebbero subire proroghe».
Proroghe ad esempio come quella relativa al 730: la scadenza dovrebbe essere positicipata al 10 giugno. Benché sia materia che richiede il massimo della precisione, il condizionale resta però d’obbligo: anche perché c’è un annunciatissimo decreto che tuttavia non è ancora arrivato. Ma probabilmente – dice Mercati – non è per l’attesa della proroga che si abbassa il numero dei 730. Dipende dalla precarizzazione che si traduce in una doppia beffa: lavori meno e, non avendo la certezza di un datore di lavoro dal quale far “passare” i soldi da riavere in busta paga, ecco che il rimborso finirà per arrivare più tardi.
Non è tutto. Ad accentuare la possibilità di dimenticanze – afferma Mercati – è il fatto che l’Inps quest’anno non ha recapitato a casa il “Cud” non solo ai pensionati ma anche a tanti precari che, al momento della dichiarazione dei redditi, mettono insieme il “Cud” del datore di lavoro (stagionale) e il “Cud della disoccupazione” spedito dall’Inps.
Intanto, dal Caaf Cgil segnalano che per non farsi mancare un’altra bella ondata di foglie controfogli, è in arrivo nelle cassette della posta dei pensionati un altro stock di “Red” e di “Icric”, le comunicazioni relative al reddito e all’invalidità, che producono solo una valanga di carta.
Mauro Zucchelli
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