Gioco
Nella ex sede Usl di via Rossi un centro di riciclo e un ostello
LIVORNO. «Non è vero che critichiamo a prescindere, ci basiamo su dati di fatto e soprattutto lavoriamo su proposte concrete». Non ci stanno i ragazzi dell’Ex Caserma a farsi additare come ragazzini...
LIVORNO. «Non è vero che critichiamo a prescindere, ci basiamo su dati di fatto e soprattutto lavoriamo su proposte concrete». Non ci stanno i ragazzi dell’Ex Caserma a farsi additare come ragazzini sempre e solo pronti a contestare. «E se c’è poco dialogo con l’amministrazione – affermano – è perché lasciano pochi spazi aperti o con presupposti che sono inaccettabili. Un esempio? Dopo gli scontri di fronte alla caserma molti esponenti del Pd avevano dichiarato di essere pronti a un confronto. Gli abbiamo chiesto un gesto simbolico vista l’emergenza abitativa in città: aprire gli appartamenti vuoti che in quel momento c’erano nei quartiere di Shangay e Corea. Il giorno dopo è apparsa una guardia giurata a piantonare i palazzi in questione. Ci è sembrata una risposta molto chiara».
Diritto alla casa, reddito minimo e difesa dell’ambiente: sono questi i tre punti cardine delle battaglie del collettivo dell’Ex Caserma: «In città tutto è stantio e bloccato. A Livorno domina lo stesso partito da 60 anni con una modalità di gestione politica che noi giudichiamo pericolosa e i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti». Un problema su tutti: l’emergenza abitativa. «Se il Comune oggi tenta di intervenire, sia ben chiaro che lo fa in un contesto che lui stesso ha contribuito a realizzare – spiegano – In questo senso diciamo che non bastano l’interventi tampone, poiché bisogna modificare la prospettiva originaria, l’orizzonte ideologico tutto spostato verso il mercato e la proprietà privata. L’aumento vertiginoso degli sfratti dimostra l’insostenibilità per un reddito medio-basso oggi di sostenere un qualsiasi affitto sul mercato privato. L’unica dato sensibile che possiamo registrare è la diminuzione dell’offerta di edilizia popolare. Il patrimonio pubblico disponibile non viene impiegato nelle direzioni che auspichiamo, ossia per l’emergenza abitativa. Se consideriamo che non sono pochi gli edifici di proprietà pubblica in disuso è chiaro come i nostri auspici siano anche delle richieste legittime. Non pretendiamo poi molto nel chiedere che un immobile piuttosto che abbandonato sia utilizzato per finalità di interesse collettivo. E invece si sceglie sempre un concerto tra pubblico e privato. Per noi una follia. La casa è un diritto, non un optional».
Su altri punti però il dialogo è aperto e c’è anche in ballo una trattativa con l’assessore all’ambiente. «Nell’ex Asl di via Ernesto Rossi, occupata, abbiamo creato un centro di riuso e riciclo. Da noi chiunque può portare materiali non facili da riciclare che saranno riparati, trasformati o riparati a seconda delle necessità. Non solo stiamo anche aprendo un ostello per supplire alla mancanza di strutture di questo genere in città. Affermano di puntare sul turismo, ma poi le uniche scelte che prende vanno in controtendenza con questo proposito: l’inceneritore e l’off shore ne sono gli esempi principi. Ce l’hanno riconosciuto in tanti: noi siamo l’unica vera realtà a fare opposizione a Livorno e a supplire alle mancanze dell’amministrazione».
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