Il Tirreno

Livorno

La verità dell’Asa: mai mancata l’acqua per 4 giorni

di Giulio Corsi
La verità dell’Asa: mai mancata l’acqua per 4 giorni

Il direttore di Asa Caturegli sminuisce i fatti di marzo e poi smentisce il presidente Del Nista: ha voluto parlare da ingegnere e ha detto una cosa per un’altra

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LIVORNO. Le dichiarazioni del direttore dell'Asa Michele Caturegli hanno qualcosa di clamoroso. Sentite qua: «Ora si parla di quattro giorni d’interruzione completa della fornitura d’acqua. Questi giorni aumentano sempre, mentre è già stato ampiamente spiegato che al massimo, nel caso più disperato, sono stati due giorni e mezzo. C’è anche qualcuno che non si è nemmeno accorto che c’è stata la crisi ma non viene citato perché non fa notizia».

Per gli oltre centomila livornesi che sono rimasti vittime della rottura dell’enorme tubo che porta l’acqua ai rubinetti della città, che hanno subito la chiusura delle scuole, i danni alle attività commerciali, artigianali e industriali, il solo cercare di sminuire il caos e i problemi di quei terribili giorni di marzo ha il sapore dello schiaffo e insieme della beffa.

Fortuna, anzi sfortuna, che di quei giorni allucinanti che riportarono i livornesi indietro di un secolo in un’epoca mai vissuta, ci sono le cronache scritte dai giornali, le ordinanze che tennero tutte le scuole chiuse dal mercoledì al venerdì (40 anche il sabato), le centinaia e centinaia di proteste dei cittadini esasperati, altrimenti chissà che davvero «prima o poi - come dice con una battuta azzeccata BrunoTamburini, Pdl - finiremo per scoprire che l’emergenza acqua a Livorno non c’è mai stata».

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Lunedì la commissione speciale del Comune che dovrà capire le cause e le responsabilità degli eventi di marzo dovrebbe redigere un documento finale, ma l’impressione è che un punto di condivisione dei fatti tra le varie anime della commissione non ci sia. Tanto che si registra una vera e propria spaccatura tra Pd e le varie opposizioni sulla figura del presidente di Asa Fabio Del Nista, finito nel tritacarne delle accuse non solo dei consiglieri comunali (Pd a parte) ma anche della sua stessa azienda. Con Caturegli che pubblicamente ha smentito che la rottura della conduttura e i ritardi nella riparazione siano da imputarsi al cedimento degli argini dei Navicelli come aveva sostenuto Del Nista: «Intanto l’argine di cui ha parlato Del Nista non è neanche un argine - ha sentenziato Caturegli -. Il fatto è che non ci si improvvisa ingegneri, ma capita spesso che ci siano persone che vogliono usare locuzioni tecniche senza conoscerne il significato e così finisce che uno vuol dire una cosa e ne dice un’altra».

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