Gioco
Quanto piove, fa capolino il male oscuro
Troppa pioggia, tanta che pare d’essere già in autunno, senza l’estate. Paradossale, ma vero. Eppure, non basta: agli zoppi pedatoni negli stinchi. La primavera, nei suoi inarre- stabili mutamenti...
Troppa pioggia, tanta che pare d’essere già in autunno, senza l’estate. Paradossale, ma vero. Eppure, non basta: agli zoppi pedatoni negli stinchi. La primavera, nei suoi inarre- stabili mutamenti biologici, ha da tempo risvegliato i no- stri ormoni dopo il freddo ed il buio dell’inverno. Ci troviamo biologicamente scoperti e per di più inzuppati d’acqua, così siamo più esposti alla “Sad” (seasonal affective disorder) ovvero tutti quei disturbi dell’ umore come melanconia, blanda depressione, voglia d’isolarsi, tipici dell’autunno e delle corte giornate. Un qua- dro clinico acuto, frequente più di quanto si pensi, che passerebbe con un po’ di sole e caldo, merce davvero rara di questi tempi in cui è meglio tenere sempre a disposizione il golfino.
Il “sentirsi giù di corda” non deve però meravigliare o preoccupare più di tanto. Ap- pare quindi saggio e opportu- no optare di prendere il corso degli eventi con un pizzico di pazienza in più e di sacrosanta filosofia: in una parola, passerà. Fuor di luogo allora – è bene chiarirlo – ipotizzare un ricorso a farmaci, almeno che non sussistano altri problemi, di cui è bene parlarne col proprio medico. E non è la prima volta che i livornesi sopportano questo disagio. Il 1816 è passato infatti alla storia della meteorologia come l’ “anno senza estate”, esattamente due secoli fa. Proprio in questi giorni, davanti ad intere giornate di pioggia che investono Toscana ed Italia, il confronto storico è emerso attraverso la ricerca negli archivi degli organi d’informazione: mai così tanta acqua. E dunque all’epoca, si narra che piovve talmente in abbondanza che nessuno uscì di casa, nemmeno la famosa scrittrice inglese Mary Shelley, moglie del poeta Percy Bysshe Shelley. Ed allora, chiusa forzatamente nella casa sulle pendici di Montenero, a Livorno, creò il suo personaggio più noto, Frankestein. Suggerimento: approfittate dell’ozio forzato ed cominciate, se non a scrivere, certo a buttar giù dei vostri pensieri. Rispetto ad allora, il computer può essere una variante tecnologica più attraente. Comunque una novità, un piacevole passatempo, niente di più. Forse scoprirete un lato ancora sconosciuto di voi e chissà che non ne esca un genio della scrittura. Provare per credere, in attesa ovviamente del sole.
Gian Ugo Berti
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