Il Tirreno

Livorno

Il tempo detta legge: per l’estate bisogna aspettare

di Claudia Nanni

«I cambi di temperatura influiscono sulle persone, c’è chi ha sbalzi umorali e disturbi dell’asse timico»

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LIVORNO. Marzo è definito il mese pazzerello ed è il periodo che fa innervosire ma quest'anno, a vincere, è maggio che sta rendendo la vita impossibile alle persone.

Con il clima che passa dal caldo al vento gelido, dal sole al nuvolo, la gente non sa cosa indossare e nel dubbio adottala tecnica dello "strato cipolla”, si veste con più indumenti. Ma i vestiti sono il male minore: mal di testa, raffreddore e mal di gola regnano sovrani nella maggior parte delle persone, sono sintomi che si possono definire i tormentoni pre-estivi.

A regnare sovrano e incontrastato su tutti è il tempo che detta legge. Aspettiamo tutti con ansia la bella stagione, per andare al mare, staccare dalla città e dalla routine ma sembra che l'attesa sia ancora lunga. I piumoni sono stati tolti e gli indumenti invernali hanno fatto posto alla roba estiva: tutte vane speranze. L'estate si fa desiderare e quest’anno sembra non abbia voglia di uscire.

Ma l'elenco dei "mali" non è completo, ad aggiudicarsi il primato sono i cambi umorali, frequenti in questo periodo. Nel mirino ci sono i meteoropatici, coloro che hanno un'ipersensibilità agli sbalzi del clima: i mal di testa per loro sono all'ordine del giorno.

«I cambi di temperatura influiscono nelle persone che sono predisposte agli sbalzi umorali, a disturbi dell'asse timico che è il tono dell'umore, le persone passano da momenti di eccitazione ed euforia a periodi di ansia e angoscia – racconta Lauro Mengheri, psicologo clinico e psicoterapeuta – coloro che sono predisposti al cambiamento climatico sono quelle che risentono maggiormente di uno scompenso che può sfociare in irritabilità e insonnia – continua – La metereopatia non è una malattia codificata, non ha quindi una descrizione standard, si tratta di un insieme di disturbi di tipo neurovegetativo, che sono le funzioni autonome dell'organismo, e si verificano in condizioni di cambio climatico.

Il metereopatico, in situazioni di forte stress accusa i disturbi ancor prima dei cambiamenti di clima».

Il cambiamento del tempo avviene su una scala annuale ma ultimamente si stanno verificando fenomeni atipici e di tipo estremo. Stiamo vivendo un cambiamento del "comportamento" meteorologico.

«È dal 2003 che assistiamo a episodi concentrati che prima erano più rari - dice Leonardo Gonnelli, dirigente dell'ambiente e della protezione civile - Nel 2012 abbiamo avuto centosessantacinque allerte meteo mentre nel 2013 solo quarantuno e l'arco di tempo andava dal primo gennaio al quindici maggio».

Maggiori sono le variazioni climatiche e maggiore è lo stress psicofisico che ha delle ripercussioni in primis sul ritmo sonno-veglia. Ma ogni persone reagisce in modo differente, il passaggio è come quello dall'ora solare alla legale, il fisico deve abituarsi. Prima di arrivare all'estate dobbiamo subire ancora per un po' gli sbalzi del clima.

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