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Asl: «Tutta colpa degli edifici vecchi»
LIVORNO. «L'offerta medica dell’Azienda Usl 6 centra i propri bersagli uscendone rafforzata e in crescita rispetto all’anno precedente». Questa la lettura fatta da Roberto Bigazzi, direttore del...
LIVORNO. «L'offerta medica dell’Azienda Usl 6 centra i propri bersagli uscendone rafforzata e in crescita rispetto all’anno precedente».
Questa la lettura fatta da Roberto Bigazzi, direttore del Dipartimento di medicina clinica, in risposta ai dati rilasciati la settimana scorsa da parte del Laboratorio Management e Sanità dell’istituto S. Anna di Pisa.
«Tutti gli indicatori relativi ai servizi erogati nella cosiddetta Area medica che racchiude settori importanti come la nefrologia, la cardiologia, la diabetologia e tutta la medicina generale - continua Bigazzi nella sua lettera - hanno fatto registrare delle performance positive e raccolgono un giudizio buono che in alcuni casi raggiunge l’ottimo». Ad abbassare la media aziendale, secondo quanto scrive il direttore del Dipartimento di medicina clinica, «sono indicatori relativi a questioni non mediche che risentono soprattutto delle difficoltà rilevate da operatori e utenti nel lavorare in strutture, come l’ospedale di Livorno, ormai non più adatte a svolgere il loro ruolo». «Un edificio vecchio – prosegue – e che non risponde più ai modelli sanitari contemporanei ha inevitabilmente una ripercussione sia sulla percezione dei pazienti, come dimostrano ad esempio gli indicatori negativi su aspetti quali il confort alberghiero, ma anche su quello dei nostri operatori come rilevato dalle indagini di clima interno. Come se non bastasse l'indagine di soddisfazione del nostro pronto soccorso è stata fatta quando era aperto un cantiere per la ristrutturazione del servizio che chiaramente ha influenzato gli utenti e probabilmente anche il tasso di abbandono». Bigazzi poi si concentra sugli indicatori che sono risultati positivi dallo studio fatto dal Sant’Anna. «Al di là di questo molti sono gli indicatori positivi – afferma nella lettera il direttore – come quelli relativi alla appropriatezza medica all’interno della quale si registra, ad esempio, il passaggio dal 77 all’88 per cento del soddisfacimento degli standard nei livelli essenziali di assistenza, ma anche il crollo dal 23 al 9 per cento dei ricoveri con finalità diagnostica che precedentemente venivano utilizzati come mezzo per aggirare le carenze del sistema o i tassi di ricovero ospedaliero per diabete e polmonite che sono tra i più bassi della Toscana a dimostrazione degli importanti risultati registrati nell'ambito della prevenzione. La stessa percentuale dei ricoveri di lungodegenti sopra i 65 anni è in calo, segno evidente del buon funzionamento dell'offerta territoriale legata agli ospedali di comunità e all’assistenza domiciliare».
Spostandosi su un argomento di altro spessore l’Asl 6 ha annunciato come due pazienti, uno di 67 e l'altro di 43 anni hanno ricevuto una nuova possibilità di vita grazie alla donazione di fegato di due livornesi di 79 e 85 anni entrambi ricoverati in condizione di morte celebrale a causa di una gravissima emorragia nel reparto di rianimazione guidato da Paolo Roncucci. «Si tratta di un'ulteriore dimostrazione – spiega Paolo Lopane, direttore della U.O. di Medicina delle donazioni – dell’importanza della donazione e di come questo gesto di altruismo, voluto in questo caso dai familiari, possa salvare la vita di altre persone».
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