Sicurezza
Cannito contro il Comune «Sull’Imu state mentendo»
Il consigliere di Città Diversa attacca l’amministrazione: i servizi costano troppo E sull’allarme emergenza abitativa lancia “l’operazione fattibilità”
LIVORNO. «L’amministrazione comunale dichiara che a Livorno la stangata sulle aliquote Imu sia stata necessaria per garantire i servizi e connessa alle rendite catastali, tra le più basse in Toscana. Niente di più falso».
A sostenerlo con forza, numeri alla mano, è Marco Cannito, consigliere di Città Diversa. In base ai dati forniti dal Ministero dell'Economia, Livorno si piazza al secondo posto tra i capoluoghi di provincia toscani con un prelievo di 26milioni di euro sulla prima casa e 47milioni sugli altri immobili. Peggio di noi, soltanto Firenze con 41milioni sulla prima casa e 198milioni per le altre strutture. Livorno stacca nettamente città come Prato e Siena (rispettivamente 16 e 12milioni), o Pisa (10milioni). La nostra città figura tra le più care anche per quanto riguarda il versamento medio per famiglia: 410 euro. Livorno segue soltanto Siena, che si attesta alla quota record di 567 euro circa. Eppure, secondo le elaborazioni Irpet sui dati del catasto edilizio, il valore catastale medio cittadino è il più alto della Toscana (71,710), superando addirittura Firenze (70,665) e Pisa (69,223). «In base a questi dati – si interroga Cannito – si deve dedurre che l'amministrazione ha fornito notizie non veritiere. Mi chiedo come facciano gli altri comuni, magari dello stesso colore politico, a mantenere qualità e quantità dei servizi». Il timore del consigliere è che la sospensione dell'Imu sulla prima casa si trasformi in una maxi stangata su capannoni e attività economiche. «Perché i nostri servizi costano così tanto?», è l'ultimo dubbio degli esponenti della lista civica.
Il secondo punto che sta a cuore a Marco Cannito riguarda l'emergenza abitativa e i recuperi immobiliari. «Stiamo conducendo un'operazione “fattibilità» – annuncia – per dimostrare che vi sono interventi possibili praticamente a costo zero per l'amministrazione». Cannito denuncia una chiusura totale da parte di una giunta che tarda a rispondere. «Rimanere attardarti di fronte a famiglie costrette a dormire in auto è colpevole», rincara la dose. Poi il consigliere snocciola le sue proposte: la sede della Circoscrizione 4 in via Menasci potrebbe essere utilizzata per le attività del quartiere, avviando un autorecupero. Vi si potrebbero insediare botteghe artigiane per giovani, sedi di associazioni o abitazioni temporanee. Lo stesso vale per le strutture della Circoscrizione 1, attualmente occupate, e le ex caserme. Il consigliere di Città Diversa annovera anche Casa Firenze, il Cisternino e la ex caserma Del Fante. «Si tratta di una struttura di 2500 metri quadrati con un bellissimo piazzale di oltre 500 metri quadri. Potrebbe diventare, al di là delle questioni abitative, location per uffici, internet point, scuola di lingue, mercati ed eventi».
Tanti esempi, un solo messaggio: «non possiamo aspettare ulteriormente, la gente ha bisogno di risposte immediate, non possiamo attendere che arrivino tempi migliori. Ci sono gli strumenti di lavoro e le possibilità per agire, manca una visione d'insieme da parte di chi ha le leve fiscali e urbanistiche per ottenere risultati tangibili».
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