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Sos esodati, il Comitato torna alla carica a Montecitorio

LIVORNO. Il Comitato lavoratori in mobilità torna ad alzare il tiro: lo fa mettendo in pista un nuovo tentativo di incontrare «deputati e partiti del nostro territorio», per chieder loro di...

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LIVORNO. Il Comitato lavoratori in mobilità torna ad alzare il tiro: lo fa mettendo in pista un nuovo tentativo di incontrare «deputati e partiti del nostro territorio», per chieder loro di «attivarsi con i propri gruppi, affinché si renda possibile l'approvazione» del disegno di legge che affronta il problema degli esodati. Ma – afferma Enzo Cozzolini, esponente del Comitato– in commissione lavoro a Montecitorio non c’è nessun rappresentante livornese e anche la rappresentanza toscana è povera («nell'incontro che abbiamo avuto non c’era nemmeno un toscano»), «come se il lavoro fosse stato dimenticato dalla nostra regione».

Il Comitato labronico, insieme ad altri 14 comitati provenienti dal resto d’Italia, è stato ricevuto dalla Commissione lavoro della Camera: «Nell'audizione concessa dal presidente Damiano (e chiesta dai comitati della rete) – viene sottolineato – sono stati espressi tutti i problemi che la riforma delle pensioni Fornero hanno creato a decine di migliaia di esodati (mobilitati, contributori volontari, quindicenni, licenziati con accordi individuali e collettivi ecc...)».

Gli esponenti dei Comitati hanno messo in evidenza come i 3 decreti del governo Monti si siano rivelati «insufficienti per salvaguardare quelle persone che sono rimaste senza lavoro e vicine alla pensione»: i "vincoli" ai requisiti di salvaguardia – è stato detto – hanno lasciato senza salvaguardia «migliaia che ad oggi non avranno né lavoro né pensione per 6-7 anni».

Tutti i gruppi politici presenti in commissione si sono dichiarati disponibili a discutere il disegno di legge che a breve sarà presentato alla Camera.

«Il presidente Damiano – afferma Cozzolini – ci ha rivolto un invito a riessere presenti non appena detto disegno di legge sarà discusso o approvato, in modo da poter capire in che modo gli esodati dovranno trovare fine alla più grande ingiustizia fatta nei confronti di persone che avevano un accordo con lo Stato, e che sono stati traditi rimanendo senza lavoro e pensione».

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