Gioco
Sarà un’estate da ingorgo fiscale
Tares, Imu, acconto Irpef e Ires: una pioggia d’imposte si abbatterà sulle imprese
LIVORNO. Una raffica di richieste fiscali prima delle vacanze estive, cioè proprio in uno dei periodi più delicati nella difficile impresa di rilanciare i consumi, e una serie di imprese in forte crisi di liquidità e a rischio default. Lo chiamano “ingorgono fiscale” ed è un uragano che si abbatterà molto presto su tutte le realtà imprenditoriali, artigianali e commerciali del territorio.
A pesare in maniera determinante su questo salatissimo conto sarà una delle novità fiscali di questo 2013, con la quale, almeno a livello teorico, abbiamo già cominciato a prendere dimestichezza. Parliamo della Tares, la nuova tassa sui rifiuti , che va a sostituire le vecchie Tarsu e Tia. Qualche tempo fa infatti, il Parlamento, ha opportunamente deciso di evitare che gli italiani pagassero fin da gennaio la prima rata della nuova imposta. E questo perché dopo la mazzata di dicembre con il saldo dell’Imu , si voleva dare un po’ di respiro alle finanze delle famiglie. Peccato però che così facendo il pagamento della Tares è stato in pratica concentrato in due sole rate, la prima delle quali cadrà proprio a giugno. Aver infatti distribuito il versamento della tassa in due sole tranche, lascerà per lungo tempo le imprese stesse senza risorse e potrebbe dunque compromettere il regolare pagamento degli stipendi dei propri dipendenti. Senza contare che la mancanza di finanziamenti potrebbe avere effetti negativi anche sull’efficienza stessa dei servizi forniti agli utenti. Anche perché, se per alcune famiglie l’Imu di giugno è stata rimandata, così non sarà per le aziende e i negozianti. Non solo: il 16 maggio è stata la volta dei pagamenti dell’Iva e dell’Inps, il 15 giugno arriverà la denuncia dei redditi e il 16 agosto l’Iva trimestrale, senza contare i contributi sui lavoratori dipendenti il cui mancato pagamento porterebbe a vedersi negato il Durc.
«La situazione è pesantissima – afferma Alessandro Ciapini, direttore Confesercenti – non capisco perché non esonerare dal pagamento dell’Imu anche le attività commerciali. Il salto di una rata avrebbe dato vero ossigeno a molte attività e sarebbe giovato a tutta l’economia. Bisogna intervenire. Non è uno slogan, ma uno necessità». Anche Paolo Garzelli, responsabile servizi della Cna,non nasconde la sua preoccupazione: «Le imprese hanno bisogno di una semplificazione della burocrazia e soprattutto di un abbassamento della pressione fiscale. E se le tasse non possono diminuire che almeno ci sia un riscontro migliore a livello di servizi che invece scarseggiano come non mai. La situazione che stanno vivendo tutte le attività del territorio è seriamente preoccupante, presto sarà troppo tardi per voltarsi dall’altra parte. La politica deve rendersene conto e agire, ora». (l.m.)
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