Il Tirreno

Livorno

salute, parla il dottor cappuzzo

«Stile di vita sbagliato ci vuole prevenzione»

LIVORNO. In tema di salute, e in particolare di prevenzione, i cittadini livornesi sono indisciplinati. Secondo Federico Cappuzzo, direttore del dipartimento oncologico cittadino, se da un lato...

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LIVORNO. In tema di salute, e in particolare di prevenzione, i cittadini livornesi sono indisciplinati. Secondo Federico Cappuzzo, direttore del dipartimento oncologico cittadino, se da un lato esiste un programma ben seguìto per il tumore al seno, difficoltà esistono invece in quelle malattie su cui agiscono molto gli stili di vita. È così che a suo giudizio, la consuetudine a fumo (polmone), alcool (fegato) ed esposizione al sole (pelle) porta la gente a trascurare un corretto programma di prevenzione, con quanto di negativo può derivarne in tema di sicurezza e tutela della salute. Un aiuto insperato è giunto con la legge che vieta il fumo nei locali pubblici e ciò ha sensibilmente ridotto la percentuale dei fumatori e dei casi di malattia. Rimane infine l’inquinamento ambientale che può uscirne non colpevole, ma solo per mancanza di prove certe.

Quale e’ l’andamento del tumore polmonare a Livorno e provincia, oggi, cinque, dieci anni fa?

«L'incidenza del tumore al polmone è in lieve riduzione rispetto a 5 e 10 anni fa, ossia vi è un calo da quando sono state introdotte le restrizioni al fumo di sigaretta. In base ai numeri, dare una interpretazione come messaggio di prevenzione sociale, tenendo conto che negli ultimi anni il fumo è calato del 6% circa con la nuova legge. Astenersi dal fumare significa non solo avere un minor rischio di ammalarsi di tumore al polmone ma significa anche avere un minor rischio di ammalarsi di altri tumori, come quello alla vescica, oltre che di ammalarsi di altre malattie come quelle dell'apparato respiratorio e cardiovascolare».

Se l'85% dei casi è "non a piccole cellule", quindi indipendenti da fumo ed inquinamento, il messaggio a tutto campo contro queste cause, non rischia di allontanare il cittadino dall'importanza della prevenzione?

«I tumori cosiddetti a "non piccole cellule" sono anch'essi causati in gran parte dal fumo di sigaretta. Sono una piccola percentuale, stimabile intorno al 10% si verifica in chi non ha mai fumato. Fumare significa avere un rischio notevolmente maggiore, rispetto a chi non fuma, di ammalarsi di cancro al polmone».

I livornesi si controllano in maniera adeguata?

«A Livorno esistono dei programmi di screening, come ad esempio quello relativo al tumore alla mammella. Purtroppo i livornesi hanno spesso uno stile di vita non ottimale che include il fumo, l'alcool e l'eccessiva esposizione al sole».

Cosa fare, in media, per la prevenzione?

«Per il tumore al polmone l'arma più efficace è senza alcun dubbio non fumare».

Ci sono zone più a rischio a Livorno e provincia? «Probabilmente l'area di Piombino, per l'elevato inquinamento, è una delle meno salubri».

I dati di Piombino, polo della siderurgia, sono rassicuranti?

«Non vi è dimostrazione diretta che l'inquinamento ambientale causi il tumore al polmone, ma la convinzione diffusa è che una correlazione vi possa essere. Nella cura della malattia tumorale polmonare, l’Asl di Livorno partecipa ad un’indagine scientifica internazionale sulla sperimentazione clinica del gefitinib (Studio Ifum), un farmaco in grado di creare una regressione della malattia non a piccole cellule del 70%.

Gian Ugo Berti

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